Francesco alla Scala

demuroHo conosciuto  Francesco Demuro  la prima volta, attraverso le TV locali sarde. Francesco cantava il canto logudorese, quello antico della mia terra di Sardegna, e lo faceva benissimo (quando può lo fa ancora). Ma un giorno, alla sua porta, ha bussato la cosi’ detta musica colta (anche se per me la musica sarda “è colta” allo stesso livello).
Il mondo della lirica era pronto ad accoglierlo grazie a incontri determinanti con le persone giuste al momento giusto. Quando c’è un talento (e Francesco ne ha da vendere), la fortuna non si fa attendere e si mette a disposizione come una serva fedele.
Ho vissuto in prima persona quel successo speciale che il teatro di Wiesbaden ci ha riservato durante una torunèè del Teatro Lirico di Cagliari e di cui Francesco era protagonista.
In brevissimo tempo, però Francesco ha raggiunto anche quel teatro che è il sogno di tutti i cantanti lirici ,soprattutto quelli in erba: il Teatro alla Scala di Milano.
Si , proprio il teatro che ha ospitato mostri sacri come Arturo Toscanini, Karajan,Caruso, Gigli, Pavarotti,Callas, Tebaldi, Del Monaco, solo per citarne alcuni.

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Teatro Wiesbaden

Ma non voglio aggiungere altro perchè  questo sogno che diventa realtà ce lo racconta in prima persona il tenore Francesco Demuro in esclusiva per il mio blog Musicamore
Il 5 febbraio di quest’anno…mi trovavo Lucca, a casa, appena rientrato da una produzione all’estero. Era un pomeriggio e mi accingevo a sistemare un decoder, quando ricevo la telefonata del mio  agente che mi chiede in modo piuttosto agitato cosa stessi facendo .
Io gli ho risposto dicendo che stavo appunto tentando di piazzare un decoder!
Ma lui mi dice:
“…sei pronto?” Ed io:” pronto per cosa?” Pensavo di essermi dimenticato di qualche importante impegno.
Ma lui prosegue:
“per debuttare alla Scala?!
Non capivo, ma allo stesso tempo  cominciavo a sentire una certa agitazione.
“Ma che dici??” Certo che sono pronto, ma ad ottobre , c’è ancora tempo!!
“No, no, oggi, adesso, fra quattro ore…Un collega è indisposto ed è urgente  rimpiazzarlo molto in fretta”.
“Ma come faccio ? Senza un minimo di prove musicali, di regia! E poi, come ci arrivo a Milano  in cosi’ poco tempo??
“Forza, puoi farcela!!”..disse, e riaggancio’.
Cosi’ inizia la mia avventura scaligera.
Mi vestii con la prima cosa che trovai, salutai mia moglie ( non dimentichero’ mai la sua espressione perplessa e preoccupata), chiamai un taxi che mi porto’ alla stazione di Firenze in tempo per prendere un treno perchè tutte le strade erano bloccate dalla neve e di conseguenza con l’auto non sarei arrivato in tempo utile.
Feci tutto il viaggio in piedi (il treno era colmo di gente), ripassando lo sparito e cercando di trovare la giusta concentrazione.
Arrivai in stazione alle 19.45, mandarono un’auto a prendermi..e in un batter d’occhio mi ritrovai all’interno del Teatro Lirico più famoso del mondo!
Corsi subito verso il camerino ma nel frattempo la recita era già iniziata.Le sarte mi vestirono alla velocità della luce e, alla stessa velocità ero dietro le quinte pronto per il mio ingresso in scena.
L’altoparlante annuncio’ che il Duca di Mantova sarebbe stato sostituito dal tenore Francesco Demuro al suo debutto alla Scala.
Ero li, in piedi, e un forte brivido pervase il mio corpo: stavo per calcare il palcoscenico dove si erano esibiti i più grandi artisti del mondo della lirica.
In quei pochi minuti presi coscienza di chi fossero gli altri colleghi del cast.Intravvidi subito il grande Leo Nucci, Rigoletto. Pensai che la vita era proprio strana..il mio debutto nella lirica fu’ proprio con lui,a Parma, in una recita di Luisa Miller. Mi si  avvicino’, mi abbracciò tranquillizzandomi e dandomi dei consigli preziosi e di lì a poco fui scaraventato in scena nel duetto con Gilda, che scivolò via accompagnato da calorosi applausi. Insomma la recita fu’ un grande successo.
Questo e’ stato il mio debutto alla Scala un po’ folle,rocambolesco, ma sicuramente indimenticabile…..

Fine della prima parte.

Francesco mi ha promesso che a breve ci racconterà invece il suo debutto pieno, quello appena trascorso nell’Elisir d’Amore , sempre al Teatro alla Scala.


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