Oggi il mio cucciolo compie 10 anni

Non posso fare a meno di condividere con voi amici blogger la gioia del decimo compleanno di mia figlia.

Il ricordo del giorno  che è venuta al mondo è sempre vivo.

Ogni particolare è come se fosse marchiato a fuoco nel mio cervello.

Ricordo che la sera prima, con mio marito , ho fatto l’ultimo monitoraggio e il ginecologo mi avvisava che c’era il rischio che potesse nascere a casa.

Ho visto mio marito che sbiancava e con voce tremante chiedeva come avrebbe dovuto fare nel caso.

Il ginecologo con molta calma spiegava in che modo annodare il cordone ombelicale per poi tagliarlo nel punto giusto sottolineando che se si tagliava male la bambina poteva morire.

Tutto questo racconto era fatto con una calma impressionante . Sembrava un cuoco che descriveva alla TV come cucinare l’aragosta nel  modo migliore.

Mio marito, quasi svenuto, gli diceva sempre SI con la testa ma il pensiero era invece alla scena drammatica di me sdraiata e lui con le forbici da cucina che tagliava chissà dove.

Usciti dall’ospedale verso le 20,30 decidiamo di calmarci andando a mangiare una pizza nel locale di fronte. Ero talmente grossa che non riuscivo a passare tra un tavolo e l’altro, ma serena e felice.

Tornati a casa, nonostante fossi stanca non riuscivo proprio a prendere sonno.

I calci di mia figlia mi facevano male e il pensiero che potesse uscire da un momento all’altro mi terrorizzava.

Verso le 5 del mattino ho sentito un forte dolore ai reni e con un urlo ho svegliato mio marito che forse aveva preso sonno da una mezz’ora.

Naturalmente si è svegliato di sopprassalto e in un batter d’occhio mi ha portato all’ospedale. Ha poi tirato un sospiro di sollievo quando mi ha visto sistemata in sala travaglio sotto l’occhio vigile dell’ostetrica.

Ricordo la calma che mi infondeva questa signora e ad ogni dolore che arrivava lei dava una spiegazione. Dopo circa 4 ore di dolore in crescendo, ecco che vengo portata nella sala parto.

Mi attendeva una sedia di metallo vagamente somigliante ad una sedia elettrica. Ricordo i piedi nudi su un poggiapiedi gelido.

Credo di aver passato la peggior ora della mia vita.

Mi uscivano le urla senza che volessi e per consolarmi sentivo anche quelle della partoriente nella sala accanto.

Poi sentivo quelle dei medici che urlavano l’uno all’altro per aiutarmi a partorire. Ad un certo punto sento del liquido che mi bagna il braccio sinistro e improvvisamente un piantino di bimba.

E M O Z I O N A N T E!!! 

Chi non lo prova non sa quale gioia pervade una mamma in quell’istante.

Magari dopo, sono svenuta e non ricordo quasi nulla.

Ho potuto portare il mio cucciolo a casa solo dieci giorni dopo.

Poi è iniziata un’altra storia. Ma sono passati dieci anni…..

2 commenti

  1. Inutile dirti che leggendo il tuo post ho pianto; pensando al momento in cui la tua cucciola è venuta alla luce e al momento in cui sono venuti alla luce i miei. Sono passati 5 anni per Lori e 2 per Mari ma ricordo ogni istante come se fosse ora …. Tanti auguri alla tua piccola donnina ma soprattutto a te, mamma! Nenet

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