La calunnia

In tante opere liriche spesso, troviamo la descrizione di sentimenti e situazioni umane che nella vita prima o poi ci colpiscono.
Oggi vi voglio proporre questa: leggete con attenzione come l’autore riesce a descrivere la calunnia.

La calunnia è un venticello,un’auretta assai gentileche insensibile, sottile,leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar.Piano piano, terra terra,sottovoce, sibilando,va scorrendo, va ronzando;nelle orecchie della gentes’introduce destramentee le teste ed i cervellifa stordire e fa gonfiar.Dalla bocca fuori uscendolo schiamazzo va crescendoprende forza a poco a poco,vola già di loco in loco;sembra il tuono, la tempestache nel sen della forestava fischiando, brontolandoe ti fa d’orror gelar.Alla fin trabocca e scoppia,si propaga, si raddoppiae produce un’esplosionecome un colpo di cannone,un tremuoto, un temporale,un tumulto generale,che fa l’aria rimbombar.E il meschino calunniato,avvilito, calpestato,sotto il pubblico flagelloper gran sorte ha crepar.

Questo è il testo della celebre aria " La calunnia è un venticello" 

tratta dell’opera di Gioacchino Rossini: Il Barbiere di Siviglia.

Il personaggio è quello di Basilio interpretato da una voce di 

basso profondo.




 

4 commenti

  1. Già, una descrizione perfetta. E Rossini ne esalta il significato in un crescendo ineguagliabile che culmina in quel “colpo di cannone” che esprime benissimo l’effetto dirompente della calunnia. Buona giornata…

  2. E’ PROPRIO VERO…. IL GRANDISSIMO ROSSINI AVEVA PIENAMENTE RAGIONE!!!
    Siamo pieni di calunnie, doppi sensi e frasi fatte…. purtroppo non riusciamo più a venirne fuori!
    I nostri politici, in quanto a parole, sono bravi a dire: “faremo, risolveremo” ma, con i fatti, tendono a delegare a “chi di dovere!” come dire: “mi ritrovo in mano questa patata bollente, a qualcuno devo pur darla!” ed ecco che cominciano a “propinarci” i doppi sensi ed a fare lo scaricabarile; ed intanto chi ci rimette siamo sempre noi, i meschini, gente che, pur di portare a casa uno stipendio “da fame” non esita a “piegare la testa” e lavorare “duro” come delle bestie, solo per garantire a loro l’indennità di ex parlamentare. Quindi, signori politici, scendete dal vostro piedistallo dorato e guardate in faccia la realtà… rimboccatevi le maniche e risolvete “sul campo” i problemi della gente; non attuate la teoria: “Armiamoci e partite!” bisogna dire: “Armiamoci e partiamo!” bisogna cooperare assieme per riportare questo nostro Paese: l’Italia, alla dignità che gli spetta e renderlo “accettabile” agli occhi dell’Europa e del mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.