Ho sentito la notizia alla radio e devo dire che mi ha fatto sorridere.

I turisti stranieri che vengono in vacanza da noi ci criticano!

Siamo italiani sporcaccioni perchè in spiaggia lasciamo di tutto: cicche, carta, scatolette, bottiglie ecc..

Si critica anche il fatto che in generale siamo chiassosi con i telefonini a sonerie altissime stile radione, e "gagge", parliamo a voce alta nella speranza che il vicino senta ciò che facciamo, giochiamo a racchettoni e a palla,sentendoci tutti dei Maradona. Urla e rumori di ogni genere sono all’ordine del giorno; occupiamo gli sdrai degli altri (magari quello loro) distesi a pelle di leopardo e russando a più non posso.

Ma questi stranieri in che spiaggia sono finiti?  Sembra che tutti, e dico tutti siano così!

E poi, nonostante siamo così cafoni evidentemente non li disturbiamo se tornano sempre !

Quando ero piccola, andavamo al mare del nostro Poetto e alloggiavamo nei casotti. Si mangiava e si dormiva ed era un vero paradiso.

Chi lo ha avuto sa di cosa parlo. Era una vera vacanza e il ricordo è ancora indelebile.

Facevamo anche 3 mesi di filato e la spiaggia era talmente grande che non ci si disturbava nè con palline e nè con palloni.

Ma ci divertivamo anche a vedere i nostri conterranei dell’interno che per la grande festa di Ferragosto: arrivavano dal centro Sardegna dalla mattina presto, in carovane anche di 20, con ombrelloni particolari a mo’ di tenda e con tegami e pentole piene di ogni ben di Dio, completi di angurie gigantesche che offrivano a tutti.

Ridevamo dei loro costumi ascellari e del fatto che spesso non sapevano nuotare.

Ma ricordo che dividevano spesso le loro cose con noi vicini d’ombrellone e con i piccolini facevano amicizia facilmente.

 La maleducazione, quella di cui parlano gli stranieri, era rara, forse perchè gli spazi erano talmente grandi che non ci si accorgeva!

In queste due foto degli anni sessanta si intravvede l’immensità della spiaggia del Poetto, la pesca a lenza di mio padre e mio fratello che era passatempo di molti e i casotti tra le dune di sabbia.

 

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7 Responses

  1. Anche io , ieri , ho scritto qualcosa di simile … Cosa non si fa per fare della facile critica !

  2. la realtà degli anni sessanta non è certo paragonabile a quella odierna. oggi in molte delle nostre spiagge, comprese quelle più alla moda, a farla da padrone è la cafonaggine in costume da bagno dei bambini e dei loro genitori. una cafonaggine trasversale alle disponibilità economiche ed al ceto sociale.

  3. Ricordo anche io a malincuore i tempi dei casotti..sembrava tutto più bello, più spontaneo, più naturale..e sopratutto la sabbia era bianca e finissima..finchè “qualcuno” ci ha privato di un immenso patrimonio ambientale..che nessuno potrà mai restituire..

  4. sai Otto i cari stranieri che a casa loro sono così tanto per benino guarda caso in Italia si permettono di fare di tutto e questo perchè le autorità,così severe con noi,lo tollerano,e sempre per il Dio soldo,se diamo la multa e facciamo rispettare la legge poi non tornano più,questa è la giustificazione a certe tolleranze,gli stranieri lo sanno e ci trattano come pezzenti,se invece i nostri cari amministratori si comporterebbero con più dignità saremmo tutti più rispettati.Questo è il mio pensiero,può benissimo essere sbagliato però……….ciao Ida

  5. Non parlo italiano, ma caspisco quasi tutto di queste articolo. Parlo inglese e spagnolo. Escribire en espanol y espero que comprendan. No escribo como extrangera, sino como habitante de este mundo que esta en crisis. Necesitamos tener mas respeto por la naturaleza y cuidarla ya que esta nos ofrece tanto. Es un respeto mutuo. Ya basta de abusar de su hospitabilidad. No importa la cultura! Todos tenemos que poner de nuestra parte para cuidar lo que aun queda de nuestro planeta Tierra. En los anos sesenta eramos menos. Ahora ya no cabemos y la basura es abundante! Por favor, un poco mas de amor por el futuro de nuestros hijos y demas generaciones!

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