La storia di Cagliari in Musical

A FORA SOS SARDOS!

Libretto di Ignazio Salvatore Basile

per

il Musical omonimo in lingua sarda campidanese

TRAMA

La vicenda prende le mosse dall’uccisione del Viceré di Sardegna, il Duca di Camarassa, avvenuta nella via Canelles del Castello il 21 luglio del 1668.

In seguito a questo assassinio, Madrid invia un feroce Viceré, il Duca di Sangermano, il quale, come prima misura, impone il coprifuoco ai Sardi che vivono e lavorano in Castello: al tramonto dovranno andarsene al grido di “Afora Sos Sardos“.

Su questo sfondo si inquadra e si intreccia la storia d’amore contrastata tra Felipe, figlio del Viceré Sangermano e Rosina, una sartina figlia di Lazzarino del Gremio dei Pescatori e capo dei rivoltosi. Nel Palazzo viceregio, dove lavora come sarta personale della moglie del viceré, conosce e si innamora, contraccambiata, di Felipe, che pur volendo sposare la ragazza ha paura del rifiuto del vicerè.

Il Musical si apre infatti con i due innamorati che, sospiranti di carezze e di baci, sono costretti a separarsi dall’odioso grido: “Afora sos Sardos” (BALLETTO E CORO).

Successivamente i due innamorati si lasciano promettendosi eterno amore(ARIA DI FELIPE).

Nel frattempo un gruppo di artigiani appartenenti ai Gremi della città di Cagliari, sofferenti per le vessazioni del regime spagnolo, decide di ribellarsi. Il loro piano è di catturare il figlio del Viceré, Felipe per poi costringerlo, in cambio della sua liberazione, ad abbandonare l’Isola e Cagliari.

Fra i rivoltosi è una figura di spicco Boricu (ARIA DI BORICU).

Questo loro legittimo e naturale desiderio viene però strumentalizzato da un losco figuro, Don Giacomo Alivesi, (ARIA DI GIACOMO ALIVESI) che sta brigando, d’intesa con il viceré Duca di Sangermano per fare rientrare in Sardegna dei fuorisciti sardi di nobile lignaggio, sospettati ingiustamente di essere gli assassini del predecessore di Sangermano.

Organizzando una finta ribellione del popolo (BALLETTO E CORO DEI RIVOLTOSI) contro gli Spagnoli, Don Alivesi convince i fuorisciti a rientrare in Sardegna.

Lazzarino, padre di Rosina, decide di chiedere aiuto alla figlia per catturare il figlio di Sangermano. Ma Rosina svela a Lazzarino, nel corso di un drammatico colloquio di essere innamorata di Felipe.

Il padre reagisce con rabbia, sentendosi umiliato, e decide di rinchiuderla in casa anche per impedirgli di avvisare l’innamorato del loro piano (ARIA DI ROSINA)

In effetti Felipe, non vedendo arrivare, come ogni giorno, la sua innamorata, scende alla Marina travestito da anonimo forestiero, anche perché ha ottenuto dalla madre il permesso di sposare Rosina e di andare ad abitare nei feudi che Donna Franzisca possiede nell’oristanese. Ma, grazie a una spiata dell’oste della Marina, che lo riconosce, viene catturato da Lazzarino e dai suoi amici ribelli.

Il Duca di Sangermano, avuta la notizia della cattura del figlio, giura vendetta contro i Sardi (ARIA DI SANGERMANO).

Ben presto i fuorisciti sardi, rientrati in Sardegna, grazie all’inganno di Don G. Alivesi, vengono arrestati e uccisi, mentre i popolani della rivolta, segnalati dal traditore, vengono ricercati dalle guardie di Sangermano.

Lazzarino, visto il fallimento della rivolta e scoperto il tradimento di Alivesi, corre alla prigione di Felipe per liberarlo, dopo aver mandato un amico ad avvisare e liberare Rosina.

I due innamorati comunicano a Lazzarino l’intenzione di sposarsi e gli chiedono di trasferirsi con loro a Santulussurgiu.

Ma Lazzarino decide di restare a Cagliari perché si sente attaccato alla sua città(ARIA DI LAZZARINO).

I due innamorati restano soli in scena e si abbracciano, sancendo così, almeno simbolicamente, il trionfo dell’amore sull’odio e sulla sete di potere e di vendetta degli uomini di ogni tempo.

Ignazio Salvatore Basile

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