Bach in jazz

 

Quando il maestro Enrico Pasini mi propose di interpretare questa sua composizione, inizialmente rimasi un po’ perplessa. Cantare ciò che mi chiedeva era per me una cosa totalmente nuova.

Si trattava di cantare senza le parole in una tessitura vocale anomala e senza l’impostazione classica-lirica.

L’estensione poi era era ancora più particolare.

Partiva da note molto gravi contraltili, fino ad arrivare alle note acute sopranili.

Comunque sia, era un esperimento che mi intrigava: poter cantare Bach in versione Jazz accompagnata poi da musicisti di un certo rilievo era senz’altro cosa interessante.

Ho accettato senza pensarci due volte, ma chiedendogli di adattarla in qualche parte, alla mia voce.

Così passammo una sera a cucire questa bellissima musica sulle mie corde.

Qualche cambio di nota, qualche cambio di tonalità e il gioco era fatto.

Ho così cominciato a studiare col bravo pianista Stefano Figliola aggiungendo poi gli altri due strumenti: il contrabbasso di Rinaldo Asuni e la batteria di Vittorio Sicbaldi.

Era il lontano 1992 e rivedersi in quella versione mi pare di essere un po’ Nicoletta Orsomando alle prime esperienze televisive.

Mi sono infatti divertita con gli effetti video a dare al filmato un tocco d’epoca.

2 commenti

  1. Grazie, Otto, per il complimento! Per me era una sorpresa totale e non sapevo niente da quella sorpresa!

    Ma tu sei brava se puoi cantare Bach in maniera Jazz! Complimenti e tanti saluti da me! Tamara

  2. grande Otto!!! bravissima!!!! una vera chicca questa!!! spero che il musical sia andato bene!!! goditi Madrid!!! Nenet

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