No alla chiusura dei Teatri in Italia della produzione di Opera Lirica e Balletto


"Riceviamo e pubblichiamo di seguito l’appello per le motivazioni della manifestazione di oggi pomeriggio a Roma per i tagli previsti sul FUS.
Il taglio previsto di oltre il 30 per cento delle risorse significa mettere in liquidazione il Settore ed evidenzia una chiara volontà di totale disinteresse per il nostro Patrimonio Culturale e lo Spettacolo concepiti come spesa e non come investimento e importante volano economico.
Quale azienda pubblica o privata che programma preventivamente può sopravvivere con un improvviso taglio di un terzo delle risorse previste?
Il nostro Paese si distingue in negativo poiché destina solo lo 0,16% del PIL alla Produzione Culturale e allo Spettacolo rispetto ad una media degli altri paesi intorno al 1,4% (Francia Germania ecc.), parimenti le retribuzioni delle masse artistiche sono inferiori alla media europea.
Basta con la diffusione di false informazioni e dati sbagliati o spot allarmistici di Ministri e dei relativi Dicasteri costruiti artificiosamente per legittimare provvedimenti destabilizzanti e non realmente efficaci.
I dati relativi alle Fondazioni Lirico Sinfoniche diffusi anche dal Mibac e ripresi con titoli scandalistici dai più autorevoli quotidiani nazionali non corrispondono assolutamente alla realtà; non sono veritieri né i dati sull’indice di produttività né sul costo del lavoro né sull’indebitamento delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.

Quale nazione civile permette al Capo di Gabinetto del Ministero, nonché Direttore Generale dello Spettacolo dal vivo, di essere contemporaneamente Commissario in diversi teatri italiani, nei fatti controllore di se stesso?
E’ evidente che si vogliono trasformare i prestigiosi Teatri italiani da centri nazionali di produzioni culturale in vuoti contenitori di pura circuitazione finalizzata all’arricchimento di agenzie e impresari o ad altre attività di puro business.

Occorre come da molto tempo da noi sostenuto identificare titolarità e o prerogative con l’assunzione di responsabilità con la rispondenza in solido dei Sovrintendenti e degli Amministratori. (Si deve intervenire verso chi presenta bilanci di esercizio che non rispettano i bilanci previsionali approvati)

Oggi 10 Dicembre a Roma si terrà la manifestazione Nazionale con la presenza di tutte le Orchestre i Cori e i Corpi di Ballo dei Tecnici e delle Maestranze di tutte le 14 Fondazioni Lirico Sinfoniche per il reintegro del Fondo Unico dello Spettacolo alla quota precedentemente prevista
La manifestazione con esibizione pubblica si terrà al Teatro dell’Opera dalle ore 14.30 alle ore 17.00.

L’attacco portato alla produzione culturale e allo spettacolo, all’istruzione e alla ricerca equivale a distruggere il sapere critico."

 

da ART.21.info


2 commenti

  1. io ammetto da ignorante in materia vorrei porre una domanda:ma chi va a teatro non paga mun biglietto? Perchè allora i teatri e non solo anche il cinema il circo insomma tutte le forme di spettacolo non sono in grado di autofinanziarsi? Specialmente in un periodo così di forte crisi? Attori cantanti artisti in genere potrebbero incominciare ad essere pagati un po’ meno o no?Io chiedo c’è gente che muore di fame e loro fanno la vita da nababbi e perchè dovrebbero continuare a farla alle nostre spalle?a me sembra che i sacrifici li dobbiamo fare tutti non solo,come sempre,i poveri diavoli.Magari sbaglio e allora datemi una spiegazione esauriente un saluto Ida

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