Il prelievo

No, non parlerò di un prelievo di danaro dal bancomat bensì voglio sdrammatizzare il terrore del così detto prelievo di sangue.

Ebbene si: alzi la mano chi non ha mai avuto paura!

Beh! Direi che sono veramente pochi. D’altronde, chi lo fa per la prima volta è come se facesse un salto nel buo.

Mia figlia ha corso per tutto il centro prelievi inseguita dalla dottoressa che cercava di convincerla del "piacere" che si sarebbe provato. Figuariamoci!

Io, ho un brutto ricordo se non altro perchè, quando ero piccola, già il nome era tutto un programma. Si chiamava infatti: salasso

Si passavano notti in bianco aspettando il fatidico giorno e si imploravano tutti santi affinchè questo salasso avvenisse nel più breve tempo possibile.

Le promesse per tranquillizzarci erano tante: dai giochi all’avanguardia ai dolci, ai regali ecc.

Oggi ahimè, mi sono dovuta abituare.

Si, purtroppo ci si abitua anche a questo per via di una serie di disavventure oncologiche.

E’ anche vero che fare paragoni con allora è improponibile.

Ricordo quelle siringhe enormi con aghi giganti (poi da piccoli tutto sembra più grande) che ti  facevano un dolore pazzesco e il prelievo durava un’eternità.

Per noi bambini, quegli infermieri sembrava  provassero gusto a farti del male.

Oggi è tutto diverso. Oggi c’è la farfalla. Si la farfallina che non ha siringa ma un tubicino, ed è tutto usa e getta.

Mia figlia, la piccolina, non si è mai spaventata.

L’idea della farfallina l’ha sempre tranquillizzata e il "pizzichino", in fondo, non è nulla.

Questo fa capire quanto il nostro terrore per le cose dipenda molto da come lo si presenta.

Oggi i bambini vanno tranquilli dal dentista e dai medici in genere.

In fondo   ci si abitua a tutto, basta accettarlo con serenità e con l’idea che è per il nostro bene.

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