Ricordando Karol

Eri ancora un bambino

quando è venuta a mancarti

l’amore della mamma.

Hai sentito il bisogno

di esprimere in poesia

la tua sete d’amore.

Ti sei dedicato

anche alla recitazione,

con i tuoi amici ed amiche.

Amavi la vita

e ti piaceva stare con i giovani

anche da vecchio.

Chi ti conosceva

vedeva germogliare in te

la vocazione sacerdotale.

La guerra ti ha forgiato

come l’oro nel crogiuolo,

dandoti la tenacia

per superare le mille avversità.

Sfuggendo ai controlli politici,

hai ricevuto l’ordine sacerdotale,

la nomina a vescovo e a cardinale,

giungendo presto al soglio pontificio.

Il tuo sogno era quello

di liberare la tua terra

ed il mondo intero

dall’oppressione comunista

e dalla dittatura e ci sei riuscito

predicando la pace la libertà e la giustizia,

davanti agli uomini più potenti della terra.

Grazie Karol, mio grande amico,

avrai sempre la mia profonda devozione.

 

poesia di Sebastiana Aru Atzori

4 commenti

  1. Un personaggio carismatico. Un uomo profondo e vero.

    Ricordo ancora una sua frase, che, all’epoca, mi colpì molto:”Non abbiate paura, aprite, anzi spalancate la porta a Dio!”.

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