Prevede sisma: denunciato

Terremoto, tecnico denunciato per procurato allarme
 
Questo articolo è stato pubblicato il 31 marzo 2009

SULMONA – Non l’ha passata liscia il tecnico dell’Istituto nazionale di astrofisica di Torino, che si è beccato una denuncia per procurato allarme.

Carabinieri e polizia, infatti, hanno denunciato Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso e che da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l’arrivo degli eventi sismici, perché domenica scorsa, dopo la prima scossa di terremoto che ha avuto come epicentro la zona di Sulmona, avrebbe telefonato prima al commissariato del capoluogo peligno e poi alla polizia municipale, sostenendo che nel pomeriggio ci sarebbe stata una scossa di una intensità superiore alla precedente, creando allarmismo tra la popolazione.

A causa della telefonata sibillina il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, era tornato in fretta e furia da Roma, dove stava partecipando al congresso fondativo del Pdl.

Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche il direttore dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso, Eugenio Coccia: "I Laboratori del Gran Sasso non si occupano di ricerca sui terremoti e il tecnico non è un nostro dipendente, che frequenta la nostra struttura scientifica in quanto il suo istituto, l’istituto nazionale di Astrofisica di Torino, collabora in uno dei nostri esperimenti sui neutrini. Nessuna ricerca è in atto nella nostra struttura sulla previsione dei terremoti".
Intanto anche la Protezione civile sta valutando la possibilità di denunciare per procurato allarme la persona che domenica a Sulmona, ha diffuso la notizia di una scossa di terremoto, molto più forte della prima che era stata registrata in mattinata.
Lo annuncia direttamente il capo della protezione civile Guido Bertolaso, sottolineando che oggi la commissione grandi rischi farà un sopralluogo all’Aquila proprio per fare una verifica della situazione e tranquillizzare la popolazione.
"Le scosse di terremoto che continuano a scuotere l’Abruzzo non sono tali da preoccupare – spiega Bertolaso – ma Purtroppo a causa di imbecilli che si divertono a diffondere notizie false siamo costretti a mobilitare la comunità scientifica per rassicurare i cittadini". Red.

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