Una telefonata inaspettata

Qualche giorno fa ho ricevuto inaspettatamente la telefonata di una mia ex allieva, ma anche amica e collega.

Era  in Sardegna in vacanza, e anche solo per un aperitivo ci siamo volute incontrare.

Ero curiosa di sapere come procedesse la sua carriera, nonostante già sapessi dalla stampa internazionale che i suoi successi erano sempre in crescendo.

Come per il mio allievo Gionata (v. post) anche lei ha cominciato lo studio del canto giovanissima (14 anni) con me, intraprendendo poi gli studi regolari e i tanti concorsi e corsi di perfezionamento che l’hanno portata a calcare le scene di tutto il mondo.

Una grande carriera piena di successi.  La scoperta del talento e la sua evoluzione è sempre stata per me una grande passione fin dai tempi in cui  io stessa ero una studentessa alle prime armi.

Rossella Ragatzu è un soprano a mio avviso dalla voce bellissima e soprattutto dalle mille risorse.

Infatti inizialmente la sua voce da lirico puro ma dalla grande duttilità ed estensione, eseguiva magistralmente i principali ruoli femminili delle opere mozartiane. Memorabile una un Don Giovanni diretto da Riccardo Muti al Teatro alla Scala di Milano.

Ma i direttori e gli artisti con i quali canta sono veramente fra i più grandi al mondo (Bruno Bartoletti, Richard Bonynge, Patrick Davin, Daniele Gatti, Gianluigi Gelmetti, Alain Guingal, Fabio Luisi, Gustav Kuhn, Peter Maag, Sir Charles Mackerras, Riccardo Muti, Sir Neville Marriner, Zoltan Pesko).

Ora la sua voce ha preso ancora una piega diversa e grazie al suo maestro personale (ed anche marito) ha potuto studiare e debuttare ruoli più drammatici come Trovatore e Norma (ultimamente) ma con contratti futuri che parlano di Madama Butterfly e Aida.

Una cosa però mi ha rammaricato e cioè che in Italia, ma soprattutto a Cagliari, si sono dimenticati di lei.

Infatti la sua terra adottiva ora è la Germania ( anche per motivi affettivi) ma come succede ormai sempre più spesso, i nostri artisti sono valorizzati di più all’estero e noi invece importiamo sempre più spesso artisti stranieri. Ma non sarebbe meglio poter ritornare ad avere ognuno le proprie voci? D’altronde il belcanto è italiano!

La frase del Vangelo (Mt 13,53-58): "nemo propheta in patria", è sempre più attuale.

 

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Un commento

  1. Condivido pienamente!

    Anche in questo settore, come in parecchi altri …. lasciamo “fuggire” talenti degni di nota all’estero e questo fa un pò rabbia.

    Sistemi che prescindono dalle nostre considerazioni … purtroppo!

    Un caro saluto.

    Mati

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