Santa a 18 anni?

A qualcuno non sarà passata inosservata la notizia che il Papa proclamerà beato oltre che Giovanni Paolo II anche una ragazza sconosciuta di 18 anni: Chiara Luce Badano.

Si, una diciottenne dei nostri tempi. Sembra impossibile in un’ epoca dove le diciottenni di oggi pensano soltanto alle discoteche, agli abiti firmati, ai ragazzi e cosi’ via.
La sua è una storia normale se non fosse che nel pieno  della giovinezza l’ha portata via un tumore.

Nessun ragazzo di quell’età ci pensa, neppure lei fino al giorno in cui ha capito che la sua vita terrena stava per concludersi.

La notizia pare non abbia lasciato indifferente neanche Facebook, il famoso social network.

A lei sono dedicati due gruppi ed una pagina, che conta più di 3000 iscritti. Un numero che aumenta di giorno in giorno dopo il decreto sul miracolo proclamato da papa Benedetto XVI.

Tanti i messaggi lasciati nella bacheca, come quello di Peppe: «Certo che leggere il breve racconto della tua vita è davvero commovente e meraviglioso allo stesso tempo… spero che la tua luce possa illuminare anche me». Più di un ragazzo chiede a Chiara Luce di intercedere per tutti i giovani.
Ma chi è questa giovane, deceduta nel 1990 a 18 anni?

A lungo attesa, nasce a Sassello il 29 ottobre 1971 e cresce in una famiglia semplice che la educa alla fede. Ricca di doti naturali, bella e sportiva, ha molti amici che la considerano, al tempo stesso, normale e straordinaria. Aderisce come Gen (Generazione Nuova) al Movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich, dove scopre Dio come Amore e ideale della vita, e si impegna a compiere in ogni istante, per amore, la sua volontà. Coltiva l’amicizia con Gesù, che riconosce presente nel prossimo; predilige i piccoli, gli umili e i poveri, tra cui i bimbi dell’Africa, ove sogna di recarsi come medico.
A 17 anni, colpita da tumore osseo, affronta la malattia affidandosi all’amore di Dio. Di fronte alla sofferenza ripete: «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io». A chi l’avvicina comunica serenità, pace e gioia. "Chiara Luce" – così amava chiamarla Chiara Lubich – lancia un messaggio ai suoi coetanei: «I giovani sono il futuro. Io non posso più correre, però vorrei passare loro la fiaccola come alle Olimpiadi. Hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene».

Il 7 ottobre 1990 conclude la sua breve e luminosa esistenza. Le sue ultime parole rivolte alla mamma: «Sii felice, io lo sono!».

La sua vita è la testimonianza di un sì incondizionato all’amore di Dio, un sì ripetuto fin da piccola, un sì che ha saputo trasformare la malattia in un cammino di luce verso la pienezza della Vita.

L’eco della sua santità si è divulgato progressivamente.

La causa della sua beatificazione, aperta nel 1999 da Mons. Livio Maritano, vescovo di Acqui, ha fatto oggi un passo decisivo con il riconoscimento del miracolo di guarigione, avvenuto a Trieste.

da Città Nuova

2 commenti

  1. mi sa che comincia adesso ad esagerarsi col numero di beatificazioni e santificazioni…se ogni ragazzo morto purtroppo in disgrazia,che si affida a Dio,dovrebbe essere beatificato…beh..solo io ne conosco almeno 5.

    otto

    Questa ragazza, dopo morta ha fatto dei miracoli documentati. La chiesa proclama beati e poi santi solo se ci sono stati dei miracoli.

  2. io personalmente non credo nei miracoli,neanche quelli di Lourd,ammiro la vita di questa giovane,mi è capitato di assistere una signorina che ha sofferto per 35 anni di artrite reumatologa,era la mia confidente e sapeva capirmi e consigliarmi,ha dovuto poi prendere una badante fissa,ma io andavo sempre a farle compagnia,anche lei offriva le sue sofferenze (atroci)a Dio e se dipendesse da me sarebbe la più grande santa cattolica,i miracoli sono specchi per le allodole,è la vita che conducono che le fa sante almeno per me,poi ognuno può credere in ciò che vuole un saluto Ida

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