Rigoletto e Campiello

murgiaOggi forse avrei dovuto esprimere il mio punto di vista sul Rigoletto trasmesso ieri notte in diretta su RAI uno. Mi limito a dire che per motivi vari non l’ho visto ma posso riportare il giudizio di alcuni colleghi e amici lasciati sul mio profilo FB.

Il giudizio generale si è spaccato in tre: c’è chi lo ha apprezzato molto, chi ha visto un Domingo fuoriluogo e chi invece un’operazione finanziaria dove si vuole pilotare l’opera in TV per aprire un nuovo canale pubblicitario.
Lascerò il mio pensiero alla fine di tutta l’opera che avrò modo di poter vedere attraverso repliche e registrazioni.

Ciò invece che vorrei trasmettere oggi è la gioia per il premio letterario Campiello 2010 vinto dalla mia conterranea Michela Murgia con il suo Accabadora (Einaudi)

La scrittrice ha sbaragliato i prestigiosi quattro finalisti: Gad Lerner, Antonio Pennacchi, Gianrico Carofiglio, Laura Pariani.

Il suo concorrente più temuto era Antonio Pennacchi, autore di Canale Mussolini (Mondadori); subito dopo si è piazzato Gianrico Carofiglio con Le Perfezioni provvisorie (Sellerio); Gad Lerner con Scintille (Feltrinelli) e Laura Pariani con Milano è una selva oscura (Einaudi).
La Murgia ha voluto dedicare il premio a Sakineh, la giovane donna iraniana” condannata alla lapidazione.  “Io sono una donna fortunata – ha aggiunto arrivando in sala stampa a piedi nudi dopo la diretta televisiva – mentre nel mondo ci sono tante altre donne che non lo sono e Sakineh è una di queste”.

Michela Murgia (Cabras, 3 giugno 1972)
Nel suo primo libro (Il mondo deve sapere), originariamente concepito come un blog, ha descritto satiricamente la realtà degli operatori telemarketing all’interno del call center di una importante multinazionale (Kirby Company), mettendo in luce le condizioni di sfruttamento economico e manipolazione psicologica a cui sono sottoposti i lavoratori precari di questo settore. Il libro, nato da una sua personale esperienza all’interno del telemarketing della Kirby, è diventato l’opera teatrale Il mondo deve sapere (di David Emmer con Teresa Saponangelo), e ha ispirato la sceneggiatura cinematografica del film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea e Massimo Ghini.
Di formazione cattolica, ha seguito studi teologici ed è stata per diversi anni insegnante di religione presso varie scuole medie superiori; è stata inoltre educatrice ed animatrice nell’Azione Cattolica, ricoprendo il ruolo di Referente Regionale del settore Giovani per svariati anni. Ha ideato uno spettacolo teatrale rappresentato nella piana di Loreto al termine del pellegrinaggio nazionale dell’Azione Cattolica del settembre 2004, a cui ha assistito anche Papa Giovanni Paolo II.
Fra le varie esperienze lavorative precedenti all’attività di scrittrice, Michela Murgia ha lavorato come venditrice di multiproprietà, come operatore fiscale, come dirigente amministrativo in una centrale termoelettrica e come portiere di notte. Attualmente collabora con diverse testate giornalistiche e case editrici.
È suo il blog “Il Mio Sinis” in cui descrive, anche con ritratti fotografici, la penisola del Sinis.
Nel maggio 2008 ha pubblicato, per la casa editrice Einaudi, Viaggio in Sardegna, un’atipica guida ai luoghi meno esplorati dell’isola.
Nel maggio 2009 ha pubblicato per la casa editrice Einaudi il romanzo Accabadora, una storia che intreccia nella Sardegna degli anni cinquanta i temi dell’eutanasia e dell’adozione. Il romanzo è uscito in traduzione tedesca nel 2010 dalle edizioni Wagenbach di Berlino.
Nel settembre 2010, sempre con Accabadora, ha vinto il Premio Campiello.

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