Se non ora, quando?

161965_139273696137148_4107761_n“Per ‘ridare dignità all’Italia’ e per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio, domenica 13 febbraio anche a Cagliari, migliaia di cittadini si ritroveranno in Piazza Ingrao (ex Piazza Amendola, lato via Roma) per “Se non ora quando”, un appuntamento che promette di essere solo il primo di una serie.

Anche nel capoluogo sardo, l’idea è nata dal basso, da un appello di donne e uomini a cui hanno aderito le associazioni: Amistanzia, Anpi, Arci, Art. 21 Liberi di, Associazione Onlus – Progettare il Futuro, CGIL Camera del lavoro, CGIL Nuovi diritti, le donne della Cineteca sarda – Società Umanitaria, CUEC, Donne in Movimento, Edizioni Sole, Federconsumatori Cagliari, Fondazione Luca Raggio, Lavoro & Welfare Sardegna, Socialismo Diritti e Riforme, Tiligù, Udu Cagliari. Tra le sigle politiche, che fanno capo tutte al centrosinistra, il Coordinamento donne IDV, donne e uomini del PD, donne e uomini di SEL.

Si ritroveranno per le 10:30 in piazza Ingrao, storicamente dopo-lavoro per “is zeraccheddus e is zeraccheddas”, ovvero i lavoratori che dalle campagne si trasferivano in città per stare a servizio delle famiglie benestanti e oggi, in una sorta di continuità storica, luogo di ritrovo nel tempo libero per le badanti provenienti soprattutto dei Paesi dell’est europeo. La manifestazione non è promossa per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividerle in buone e cattive. Si chiede dignità e rispetto per tutti. La manifestazione è promossa dalle donne, ma la partecipazione di uomini amici è richiesta e benvenuta, facendo appello alle voci maschili d’Italia, troppo silenti.

Sono previste una serie di letture, performance di musica e teatro. Hanno dato la loro disponibilità le artiste Rita Atzeri e Clara Murtas, l’attore Elio Turno Arthemalle, ma tanti altri si sono resi disponibili. Presenterà la giornalista Claudia Sarritzu. L’idea è quella di reinterpretare canti popolari femminili e letture di brani letterari e articoli giornalistici.

Da Facebook, da cui è partito il passaparola e dove il gruppo del comitato promotore ha ormai superato le 2.000 adesioni, si chiarisce che nella piazza sono graditi, non solo sciarpe bianche ma anche cartelli e striscioni.

Gli organizzatori anticipano che non ci saranno né sigle politiche o sindacali, né bandiere. Nel corso della manifestazione si potranno esprimere desideri e interrogativi, che saranno raccolti in un elenco. Presente anche un banchetto per il book-sharing “LiberaLibri”, un angolo dove lo scambio e il dono di libri (soprattutto al femminile) sarà possibile lasciando in cambio le proprie impressioni sulla manifestazione.”

E’ GRADITA LA PRESENZA DELLA STAMPA.

COMITATO SE NON ORA QUANDO – CAGLIARI

darsena

0 commenti

  1. Chalchi olta distrattos
    ma non semus maccos
    semus cun bois
    deris oe e poi.

    Quando canterai la mia poesia

    Son stati giorni di vergogna e sdegno
    ed era sveglio solo chi era sveglio
    ma furon giorni anche d’impegno
    nella speranza tornasse il meglio.

    La confusione era sovrana
    per la potenza di un abbaglio
    perché a tutti sembrava strana
    la verità messa all’imbroglio.

    Ma dimmi tu come facevi
    ad accettar che fosse vera
    tenendo cuore e saldi i nervi
    una menzogna di fatto chiara.

    Quando canterai la mia poesia
    tu la canterai senza l’affanno
    nel ricordar che l’idiozia
    non è per quelli che testa hanno.

    Son stati giorni che a sua ragione
    convinse lui e la questura
    che di nipote del faraone
    tener doveva la copertura.

    L’impatto con la verità è sempre duro
    se vivi tu con lei all’oscuro
    ma ancor di più la dimensione
    se ti ci senti come un coglione.

    Ma dimmi tu come potevi
    credere a balla colossale
    che come figli di mammone
    i fans gli tennero a bordone.

    Quando canterai la mia poesia
    la canterai per te e poi per quelli
    che di giustizia e d’ironia
    ancora sognano i giorni belli.

    Quando canterai la mia poesia
    la rabbia scorderai per l’emozione
    che libertà di pensiero e azione
    non è soltanto la tua o la mia.

    Quando canterai la mia poesia
    nel vento voleranno le parole
    per dar così la voce all’afasia
    e a rimare non saranno sole.

    Quando canterai la mia poesia
    la canteremo tutti con commozione
    che sia per una volta o per la vita
    non avrà il mio nome.

    pgd

  2. Donne avverse

    L’altra metà del cielo
    ci lasciò stupefatti
    quando fu tolto il velo
    che nascondeva i fatti.

    Era storia indegna
    che tutti colpì violenta
    e sommerse di vergogna
    l’intelligenza intenta.

    Nudo lui, loro spoglie,
    il nuovo imperatore
    si era tolto le voglie
    di maturo fornicatore.

    Pareva il baccanale
    di privata pertinenza,
    era invece penale
    in attesa di sentenza.

    Da molte non si attese
    per dire, “Ferme non stiamo,
    maschi e donne comprese,
    per la dignità un richiamo”.

    Imponente la protesta,
    donne e maschi compresi,
    ma inattesa poi resta
    d’alcune i nervi tesi.

    Ostinata la difesa
    è per l’imperatore,
    per loro è vil pretesa
    parlar di donne a ore.

    “La dignità è diversa
    da quel che voi pensate
    e non è cosa perversa,
    se sono bene pagate”.

    E’ strano il bel paese
    dove l’unica morale
    per le donne avverse
    è sotto lo stivale.

    pgd

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