I panini africani

 

Chi è di Cagliari ed era un adolescente alla fine degli anni ’70, conoscerà sicuramente il bar sede dei panini africani.

Erano una delizia per noi ragazzi di allora poterne gustare uno.

Con la mia amica Antonella, il sabato sera, con i soldi della paga settimanale, ci recavamo in questo locale, (oggi si chiamerebbe PUB) e ci regalavamo questo mitico panino.

Questi panini  particolari erano  proprio di origine nord africana.

Infatti i proprietari del locale arrivavano dalla Tunisia, e la signora era l’unica in tutta la città a prepararli personalmente.

Anche se nel locale c’erano 20 persone in fila, non voleva l’aiuto di nessuno. Si aspettava il proprio turno.

Naturalmente la bontà di questo panino stava nella combinazione degli ingredienti e soprattutto nel rito che ne accompagnava la preparazione.

 Il panino innanzitutto era lungo e veniva riscaldato conficcandolo prima in barre di metallo bollenti per pochi secondi.

La signora in questione lo apriva e cominciava a prendere con le sue dita, gli ingredienti da varie ciotole che aveva davanti a se: uova sode, tonno, patate, pomodoro,  e una piccantissima salsetta rossa.

Ed era proprio qui il vero segreto!

Quando era il nostro turno, lei porgeva sempre la stessa domanda : “con o senza salsetta?

E noi in coro: “con salsetta!!!”

Quando lo addentavamo non capivamo più nulla.

Gustarselo fra una “crastulata” e l’altra era il vero divertimento dei nostri sabato sera.

Una sera sono passata davanti a quel locale con mia figlia e vedendo la saracinesca abbassata ho avuto un tuffo al cuore.

Le ho raccontato la storia dei panini africani e lei incuriosita mi ha chiesto come mai avessi tanto entusiasmo per dei normali panini.

Mah! Sarà che non ne ho più mangiati buoni come quelli o sarà semplicemente perchè quegli anni non torneranno più?

Apparecchio originale per tenere in caldo i wustel (a sinistra), e scaldare i panini (a destra)

E’ esposto ancora oggi nel locale

0 commenti

  1. Entrambe, la bontà dei panini e un mondo che purtroppo non ritornerà 🙁
    Il signore con la tromba, che bei ricordi

  2. io generalmente mangiavo il panino dopo aver fatto la mia lezione di ballo alla scuola della mitica Dolly (che stava forse due porte più in la’….) Lo facevo in compagnia della mia ragazza che oggi e’ mia moglie da 30 anni . E ogni tanto ci scappa la seratina di nostalgia ripensando a quei tempi e alla Cagliari di allora.

  3. I panini sono gli stessi. Infatti la ricetta con la salsetta piccante è stata passata all’attuale gestione. Vada a mangiare il panino con sua figlia, sarà una bella scoperta…..

  4. E’ inutile continuare a dire e’ fare,i Panini Africani non sono piu’ quelli di una volta,la mano di chi confeziona e’ molto importante,non bastano i componenti che comunque la signora non credo abbia dato tutta la ricetta,il sapore e’ diverso,chi conosceva bene i panini della signora e’ di tutt’altro Parere.

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