Via Porcell 1920 -2016 – 2020

 

 


                                                          2020

 

di Annalisa Pirastu

La Strada che inizia dopo via Ospedale e arriva fino a via Fiume è intitolata a Giovanni (Joan Tomas)  Porcell.   Joan Tomas Porcell nasce a Cagliari nel 1525 e  non esistono quasi note biografiche sulla sua famiglia. Lo stesso nome fa pensare che uno dei genitori non fosse italiano. Andò via dalla Sardegna molto presto e si laureò all’Università di Salamanca per poi trasferirsi a Saragozza. Qui divenne Direttore Generale dell’Ospedale Cittadino durante la peste del 1564 che colpì moltissime parti d’Europa e decimò moltissimi medici. In Italia si ha una testimonianza di questa peste nel 1630, con I promessi sposi del Manzoni.

Porcell seguiva l’insegnamento di Fracastoro (1476-1553) un eminente medico che nel 1546 ipotizzò che le epidemie fossero causate da piccolissime particelle che trasmettevano l’infezione con contatto diretto o indiretto o addirittura, senza contatto, viaggiando per lunghe distanze. Porcell fu un dei primi medici ad eseguire autopsie su cadaveri di appestati e pubblicò un trattato sulla peste con le sue deduzioni su questa malattia al tempo semi-sconosciuta. Porcell si appassionava all’anatomia normale e patologica con intento terapeutico. Le sue ricerche in tal senso furono fondamentali per la Medicina. Credeva fermamente che l’osservazione anatomopatologica fosse il metodo essenziale per poter trovare le terapie e conoscere la vera origine del male.

Implicitamente non riteneva validi i generici salassi, le cauterizzazioni che si attuavano al tempo e si poneva quindi come antesignano della medicina moderna. Come abbiamo detto le note biografiche su di lui sono scarse e scarne. Non è dato sapere se tornò mai in Sardegna ma testimonianza del suo legame mai spezzato con l’isola, è la richiesta di esportare dalla Sardegna grandi quantitativi di grano, per cui aveva chiesto l’autorizzazione. Autorizzazione accordata con un procedimento Reale del 1567.

L’eminente medico morì nel 1590 e non è un caso quindi che l’antica facoltà di Medicina abbia voluto intitolare la via di Cagliari proprio a questo concittadino illustre.

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  1. Una cosa curiosa è che alla fine di questa strada, sulla sinistra, poco prima dell’ingresso a Castello, c’erano delle abitazioni che sono state abbattute in quanto la costruzione di un passaggio sotterraneo, che avrebbe dovuto collegare Stampace a Castello, le aveva rese instabili e pericolanti.
    A memoria del fatto che lì c’erano delle case, c’è una targa che ricorda proprio la casa di un noto cagliaritano.
    Ora, in quel punto, c’è un parcheggio.

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