Il regista lirico

Il Teatro lirico, si sa , è la giusta miscela di tutte le arti: musica (prima di tutto) , recitazione, danza. 

I registi che si dedicano a questo grande spettacolo devono conoscerne tutte le caratteristiche e le difficoltà, tenendo conto che la musica deve venire al primo posto.

Il regista lirico dovrebbe essere anche un musicista o comunque deve sapere, ad esempio, che le voci del coro hanno una suddivisione ben precisa  (tenori, soprani, contralti e bassi) e che in scena questa, dovrebbe essere rispettata nei limiti del possibile. Ciò serve anche a dare un certo rigore ai movimenti scenici quando ci sono grandi masse artistiche (solisti, coro, ballo (vedi l’ AIDA) altrimenti immaginate la confusione!

Eppure, capita spesso che a fare la regia venga messo un regista, anche se bravo, che con la musica non ha nulla a che fare. Da qui la confusione e lo scollamento della vocalità in palcoscenico.

Ho sempre impresso il regista di un Otello a Cagliari . Lui era un grandissimo attore cinematografico e televisivo che non aveva mai avuto a che fare con regia e tanto meno di teatro lirico. Noi artisti del coro eravamo confusi sulle posizioni e non riuscivamo a trovare una fusione e un sostegno vocale indispensabile nelle difficili parti corali di quest’opera. Il maestro del coro dietro le quinte cercava di salvare il salvabile , una vera impresa . Gruppetti di artisti con voci diverse sparse per il palcoscenico portavano a  un susseguiri di attacchi fuori tempo. Un vero disastro. La produzione si salvò perchè aveva validi cantanti ma vi garantisco che sulla scena aveva regnato l’anarchia musicale più totale.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *