Palla de’ Mozzi, la trama

L’Opera lirica Palla de’ Mozzi, che aprirà la Stagione del teatro Lirico di Cagliari 2020, è un dramma lirico in tre atti, su libretto di Giovacchino Forzano composto da Gino Marinuzzi. L’opera che venne rappresentata per la prima volta il 5 aprile 1932 al Teatro alla Scala di Milano, diretta dallo stesso compositore (con un cast che vedeva, nei ruoli principali, Benvenuto Franci, Galliano Masini e Gilda Dalla Rizza), è da considerarsi un autentico capolavoro, sia per la scrittura orchestrale (nella quale Marinuzzi è ritenuto un genio assoluto), sia per la bellissima e fortissima trama. Lo stesso Marinuzzi la diresse per l’ultima edizione nota al Teatro dell’Opera di Roma nel 1942.

LA TRAMA

Palla de’ Mozzi comanda un’armata mercenaria che da un mese assedia invano un castello presso Siena.

L’opera ha inizio in un monastero con la cerimonia del Mattutino.

Un giovane bellissimo, vestito di ferro piange dirottamente: le monache vorrebbero consolarlo ma egli disperato rivela l’orrore del mestiere delle armi al quale è votato e che vuole espiare con la morte. Lui è Signorello il figlio ventenne di Palla. 

Durante la celebrazione della messa, si sentono lontani echi militareschi: è Palla che giunge con le sue milizie. Egli ritiene che la scomunica papale che lo ha colpito, porti cattivo augurio alle sue gesta: il castello del Montelabro non cede e vorrebbe che il vescovo gli benedicesse le insegne. Quando questi con orrore si rifiuta  Palla gli fa violenza e abbandona la chiesa, intanto dalla musica si capisce che prosegue la celebrazione Eucaristica.

Il secondo atto si svolge in una torre all’interno della rocca assediata. Dopo una scena di apocalittica violenza vediamo gli ultimi momenti di libertà del Montelabro con la figlia Anna Bianca. Quando giunge Palla gli ordini della Repubblica di Siena sono che il castellano vinto non debba essere ucciso né il castello saccheggiato. Palla lo fa prigioniero e il solo premio concessogli per i suoi ufficiali è che dà loro Anna Bianca affinchè la posseggano.

Il Montelabro li maledice poi Palla affida il prigioniero alla custodia di Signorello che ne risponderà con la vita e si reca a prendere ordini  a Siena. Quando gli uomini giungono per fare strazio della vergine ella, che in un luogo segreto custodisce un tesoro, riesce a corromperli offrendo loro 40mila fiorini affinchè facciano fuggire il padre. Alle obiezioni degli ufficiali esser ciò impossibile per la vigilanza di Signorello, Anna Bianca risponde che la cedano a lui ed ella saprà inebriarlo con arti da cortigiana da far cadere la sua custodia. Nessuno si accorge che Signorello è penetrato nella Torre ed ha ascoltato tutto. Quando gli uomini fanno luogo al figlio del capo la ragazza tenta ogni lusinga per  invogliare Signorello che invece gli dice di sapere tutto e la ammira per il suo sacrificio. Egli per redimersi ne vuole compiere uno analogo giacchè sa che il padre lo condannerà a morte per la fuga del Montelabro. Come Anna Bianca mai ha conosciuto uomo così  egli donna. I due ragazzi puri si accorgono di amarsi mentre la notte cala.

Il terzo atto comincia all’alba al campo di Palla de’ Mozzi. Mentre egli rientra ordina al Boia l’esecuzione di Montelabro. Ma i soldati si accorgono che questi è fuggito e a farlo fuggire è stato Signorello. Allora ordina di prendere Signorello e condannarlo a morte ma interviene Anna Bianca che svela la verità. A maggior ragione Palla è inviperito. Nasce un tumulto perché parte delle truppe vuole la salvezza di Signorello.

Di fronte alla ribellione delle truppe Palla, pensa di aver perso l’onore e si ferisce mortalmente ma prima di spirare Signorello dichiara che le milizie devono attuare il vero fine di Giovanni de Medici, la lotta per la patria italiana. Palla morendo offre al figlio la sua spada riconsacrandolo.

Fonte: Altri canti di Marte: Udire in voce mista al dolce suono di Paolo Isotta

Personaggi e interpreti

Palla de’ Mozzi Elia Fabbian (31, 2, 5, 7, 9)/Angelo Veccia (1, 4, 6, 8)
Signorello Leonardo Caimi (31, 2, 5, 7, 9)/Lorenzo Decaro (1, 4, 6, 8)
Il Montelabro Francesco Verna (31, 2, 5, 7, 9)/Andrea Vincenzo Bonsignore (1, 4, 6, 8)
Anna Bianca Astrid Khanamiryan (31, 2, 5, 7, 9)/Francesca Tiburzi (1, 4, 6, 8)
Il Vescovo Cristian Saitta (31, 2, 5, 7, 9)/Luca Dall’Amico (1, 4, 6, 8)
Niccolò Luca Dall’Amico (31, 2, 5, 7, 9)/Cristian Saitta (1, 4, 6, 8)
Giomo Murat Cam Gῡvem
Spadaccia Matteo Loi
Il Mancino Andrea Galli
Straccaguerra Giuseppe Raimondo
Il capo dei Lanzi Alessandro Busi
Una suora Elena Schirru
Un’altra suora Lara Rotili

maestro concertatore e direttore Giuseppe Grazioli 
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari

maestro del coro Donato Sivo

regia, scene e video Giorgio Barberio Corsetti e Pierrick Sorin
costumi Francesco Esposito
luci Gianluca Cappelletti

nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

prima esecuzione in tempi moderni

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