“Foglie d’autunno” di Marcello Armellino

“All’epoca del Coronavirus“,  così dirà chi potrà raccontare questo periodo nero caratterizzato da un virus che sembra voglia sterminare l’umanità e che costringe tutti a stare rinchiusi in casa per non esserne contagiati. Ed è proprio qui, obbligati a stare nelle nostre case fra quattro mura, che si comincia a capire ed apprezzare il valore di tante cose che ci circondano o che abbiamo lasciato fuori o dentro di noi: da quelle più banali e apparentemente insignificanti a quelle più importanti. Ma un artista, in questo caso un poeta (ma non solo), questi particolari li nota prima di ogni altro e riesce anche  a trovare  l’ispirazione per trascriverli in versi.

presentazione di Irma Panova Maino

Foglie d’autunno è una silloge poetica che racchiude in sé due aspetti fondamentali, l’emotività dell’essere umano e l’ambiente che lo circonda.

La prima parte, intitolata Emozioni, raccoglie le sensazioni provate dall’autore in varie fasi della sua vita. Uno scrigno intimo in cui vi è racchiuso un intero universo fatto di grigi ma anche di colori; di amori trovati e perduti, riflessioni sul vivere quotidiano. I versi scorrono fra la speranza e la delusione, in continua contrapposizione, accogliendo l’amore e la solitudine in un susseguirsi di chiari e di scuri.

Non vi è mai nulla di certo, di definitivo in quello che il poeta espone, niente che possa essere interpretato in modo univoco. La poetica lascia ampio spazio all’interpretazione, invogliando il lettore a trovare una propria via verso la comprensione del testo, libero di scegliere la direzione in cui incamminarsi.

La seconda parte, intitolata La mia Terra, offre diversi spaccati di una Sardegna ricca di contraddizioni. Sono diverse le pennellate che compongono i versi, dal giallo intenso dei campi di grano, all’azzurro splendente di un mare che spicca sullo sfondo come un gioiello prezioso.

Tuttavia, non è solo la natura a essere protagonista, lo sono anche gli scorci di vita vissuta, istantanee di attimi in cui sono gli esseri umani a offrire il loro apporto agli occhi del poeta.

Ogni poesia pare essere un quadro, un preciso istante ritratto in quell’unico momento eterno, in cui tutto pare immobilizzarsi, in cui chi scrive sembra essere l’unico elemento mobile; l’unico in grado di vedere, capire e cogliere l’essenza.

Ed è così che un banchetto nuziale diviene lo spunto per osservare gli invitati, la danza di una giovane fanciulla cattura l’immaginazione; il mare in inverno diventa protagonista e la stazione assume la valenza degli addii di chi se ne va.

Dunque, dalle emozioni personali a quelle interpretate attraverso l’ambiente circostante, ogni composizione racchiude un piccolo mondo a sé stante, in cui nulla è esattamente così come appare.

BIOGRAFIA

Nato a Cagliari l’11 maggio 1955, dopo la maturità all’Istituto Professionale di Stato per il Commercio, sento il bisogno, il desiderio di frequentare un corso per massaggiatore specializzandomi prevalentemente nel campo terapeutico, lavoro per diversi anni nei Centri di Fisioterapia.

La passione per i cavalli e la nascita della Scuola di Specializzazione, nel campo della riabilitazione col mezzo del cavallo per persone diversamente abili, mi ha spinto a frequentare i corsi di specializzazione all’A.N.I.R.E. di Milano (Associazione Nazionale di Riabilitazione Equestre).

Nasce l’Associazione Sportiva Dilettantistica “EQUUS” della quale sono Presidente e da diversi anni collaboro con i Centri di Salute Mentale e Centri di Neuropsichiatria Infantile.

La passione per l’arte in generale e, in modo particolare, l’interesse per la fotografia e il teatro mi hanno portato a frequentare corsi di recitazione e dizione.

La fortuna di avere avuto come insegnanti attori di fama internazionale e docenti dell’Accademia d’arte drammatica di Genova, hanno intensificato e stimolato ancora di più il mio interesse nell’arte teatrale, portandomi a sperimentare diversi generi dal Musical alla Commedia Musicale, alla Prosa, Reading e teatro di narrazione. Insieme con altri tre attori ho fondato l’Associazione teatrale “Viamentana” rappresentando nei vari teatri e scuole della Sardegna diversi testi anche inediti.

Ritengo che quello che viene chiamato “estro poetico” sia nato con me ma non v’è dubbio che quando, verso i sedici anni d’età, lessi Ungaretti, rimasi intimamente colpito.

La profonda intensità emotiva di una poesia composta da poche parole, mi riferisco in modo particolare a “Soldati”, ha definitivamente catturato la mia immaginazione.

Non pensai allora di mettermi a scrivere, ma mi accorsi che qualcosa di diverso nasceva dentro me, maturando lentamente ma costantemente fino a esplodere nel bisogno di esprimere le mie emozioni e le mie esperienze attraverso l’arte poetica. Marcello – trovate il mio libro cliccando su questo link

 

 

FOGLIE D’AUTUNNO

Non voglio nel mio dire

dettare legge

ma solo svelare il mio cuore

perché maestro non sono

ma frammento di vita

che come ognuno

di sentimenti ricolmo.

Piango

rido

soffro la mia natura.

E sono

come pioggia di primavera

quando piangono gli occhi.

E sono

come l’oblio dei fiori

quando ride il cuore.

E sono

come sole d’estate

quando ti ho accanto.

E sono

come canto di foglie d’autunno

quando malinconico

sogno d’essere.

 

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