L’inchiesta del mistero

Avevo deciso di recarmi come ogni domenica a portare i fiori alla tomba di mio padre.

Eravamo io , mia madre e qualche amica. Mai ci saremmo immaginati di trovare  ciò che abbiamo trovato.

Appena giunti al cimitero, il guardiano, stranamente , ci ha chiesto dove fossimo dirette e noi, stupite della domanda glielo abbiamo comunicato. Lui, ci ha guardato con sospetto dicendoci che proprio in quella zona del camposanto c’erano stati dei problemi ed era intervenuta anche la polizia.

Cosa voleva dirci? Ci comunicò che era stata trovata una tomba aperta e non si capisce bene perchè .

Siamo state prese dalla disperazione: Quale era la tomba aperta?”

Arrivati sul posto ci siamo rese subito conto che era proprio quella di mio padre. La polizia investigativa cercava di capire come fosse successo e perchè. Siamo subito corse  ad avvisare gli altri parenti dell’accaduto e di capire il motivo di tutto ciò.

Ma per fortuna tutto questo è solo frutto della mia immaginazione.

Ho voluto immedesimarmi per qualche istante, nello stato d’animo di quelle donne che, arrivate nel sepolcro di Gesù, il sabato santo, trovarono la sua tomba scoperchiata.

Oggi ne verrebbe subito fuori un caso giudiziario . La polizia scientifica andrebbe sul posto a prendere le impronte e gli eventuali segni di DNA, il tutto poi per aprire un fascicolo. Ma all’epoca tutto ciò era impensabile.

Qualche giorno fa ho assistito ad un interessante film, “L’nchiesta”, dove il protagonista cerca di arrivare ad una soluzione uscendone però sconfitto. 

Davanti allo stupore iniziale, le pie donne avevano capito che si stava avverando ciò che Gesù aveva annunciato loro: la Resurrezione.

Una cosa incomprensibile a molti, oggi, ma all’epoca no, perchè chi aveva vissuto accanto a Gesù e con lui aveva assistito a tutti quei miracoli sensazionali, (e documentati da molti) non trovava certo così assurdo che Gesù fosse resuscitato da una morte così violenta e innaturale, ma prevista da lui stesso.

Ancora oggi esiste un segno indelebile di quel giorno santo: un lenzuolo in cui è rimasta impressa l’immagine del suo corpo. La scienza, nonostante la tecnologia sempre più avanzata, è ancora impotente davanti alla spiegazione scientifica di questa immagine.

Oggi  il Santo Sepolcro a Gerusalemme è meta di milioni di pellegrini sia per pregare e che per studiarci su.

Mi colpì, qualche anno fa, l’archeologa chiamata al restauro insieme ad altri . Ha raccontato che al momento dell’apertura del sepolcro per iniziare i lavori, i loro orologi si sono improvvisamente fermati .

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