Abaco Teatro: successo per “Ottavio Bottecchia vite in volata”

 

Biennale del teatro al Teatro Massimo

“Ottavio Bottecchia vite in volata”

– Quanta strada deve percorrere un uomo per diventare uomo? –

Questa la conclusione dello spettacolo teatrale a cura di Abaco Teatro che vede sul palco Tiziano Polese, grande protagonista della scena, e Rosalba Piras.

Ecco come l’universalità del messaggio riassume, accostandole, la vita del grande campione di ciclismo Ottavio Bottecchia, vincitore del Tour de France del 1923 e 1924, accanto ad un episodio privato della vita del giovane Tiziano.

Il Destino decide e si fa beffe di tutto: un vincitore, grande sportivo, assetato di vittoria per la fame, che in quei tempi sentivano in tanti in Italia, più che per la fama, affronta sfide difficilissime armato di una bicicletta pesante come un cancello. Eppure, lo trovano una mattina ai margini di una vigna vicino al suo paese, riverso con la testa spaccata; e la sua bicicletta? Forse rubata per depistare le indagini, perché forse vittima innocente della prepotenza del regime fascista.

Una beffa terribile pesa come un macigno anche nella giovane vita di Tiziano, proprio il giorno in cui, a diciott’anni, con gli amici decide di andare a vedere una tappa del Giro d’Italia. Le due storie, sapientemente sovrapposte, si snodano tra le curve pericolose, le ripide discese e le affaticanti salite della storia dell Italia del 900.

Ottavio Bottecchia vive le storture del periodo fascista, la violenza inaudita che ha portato al delitto Matteotti: la sua famiglia ne aveva raccolto le nefaste conseguenze quel giorno in cui il fratello era stato investito mortalmente da una macchina guidata da un famoso gerarca fascista strettamente legato a Mussolini: Ottavio aveva rifiutato il cospicuo risarcimento, non si era allineato, non aveva piegato la testa e probabilmente la sua fine misteriosa è legata a questa triste vicenda.

In parallelo si svolge sulla scena la storia di Tiziano, con un episodio tragico e beffardo che gli salva la vita condannandolo per sempre a piangere un grande affetto. Accade tutto durante gli anni di piombo, gli anni 70, caratterizzati dai famosi eventi di sangue come l’omicidio il Pasolini, la rapimento Moro, agguati e morti di magistrati, poliziotti, giornalisti, chiunque ostacoli con il proprio operato le bande di destra e di sinistra che ambiscono a scardinare lo stato. Immagini e musica per contestualizzare due vite.

La performance recitativa di Tiziano Polese lo conferma come dotato di originale scarica espressiva, fisicità e mimica al servizio della storia, capacità comunicativa trascinante che aggancia il pubblico portandolo con sé nell’Italia del secolo scorso grazie ad una bicicletta che magicamente si trasforma in una macchina del tempo. Anche Rosalba Piras, a cui si deve la regia dello spettacolo, conferma la sua grande professionalità e bravura, interpretando i personaggi femminili che inseriscono toni a tratti ironici, a tratti romantici, in quella che potrebbe essere a ragione considerata una storia universale.

Vita magistra historiae.

Testo Giusi Ragucci  foto Roberto Curridori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *