Il primo violino e la chiusura dei teatri

 

Il primo violino dell’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari Gianmaria Melis, esprime il suo pensiero riguardo la decisione del Governo di chiudere i teatri causa Covid 19.

– Mi ero ripromesso di non scrivere nulla riguardo la recente decisione del governo in merito alla chiusura al pubblico dei teatri e delle sale da concerto, ma non ci sono riuscito, mi perdonerete.

Il mestiere dell’artista è qualcosa che non si sceglie, è un percorso lungo, fatto di sudore, sacrifici e debiti.

Quello che succede oggi, non dipende esclusivamente dalla situazione attuale, ma possiede radici molto salde, ben radicate nella mentalità di molte persone.

Gli artisti, non lavorano, gli artisti si divertono!

Grazie al cielo quest’idea, in parte è vera, ma come per ogni medaglia, sarebbe opportuno guardare entrambe le facce.

Gli artisti si divertono, ma trascorrono anni ad acquisire delle competenze specifiche che serviranno a regalare dei momenti di interiorità molto preziosi a delle altre persone.

L’arte è qualcosa che dovrebbe stimolare la crescita spirituale di ognuno di noi, dovrebbe elevarci al di sopra delle semplici attività quotidiane che svolgiamo per sopravvivere. Ma perché l’arte possa esistere, è necessario far fronte anche a delle spese.

Anche gli artisti pagano dei mutui, le bollette e tante altre cose. Anche gli artisti pagano le tasse, e ve lo posso assicurare, ne pagano tante.

Allora mi pongo questa domanda, si studia per tutta la vita, si investe nell’acquisto di strumenti che vi assicuro, costano veramente tanto, e perché? Solo per produrre arte, per nutrire il nostro e il vostro spirito.

Immaginate un qualsiasi professionista, che ha impiegato una vita per diventare tale, al quale si dice: “da oggi dobbiamo fare dei sacrifici, non puoi più lavorare.”

Voi come vi sentireste?

Comprendo l’emergenza sanitaria, ma non comprendo perché si debba chiudere un teatro, quando ogni mattina vedo i mezzi pubblici strapieni di persone che (non per loro colpa) non rispettano le distanze di sicurezza.

Altra domanda, ma forse il problema non sarà che l’arte e la bellezza rendono le persone più libere e pensanti?

E un’ultima cosa, per i nostri governanti.

È da mesi che sento dire che dobbiamo fare dei sacrifici. Ma mi pare che solo i cittadini si stiano sacrificando, perché non mi risulta che nessun politico abbia rinunciato alla sua remunerazione.

Una preghiera, spero tanto che le persone comprendano che non dobbiamo litigare tra noi cittadini, non dobbiamo odiarci tra di noi, perché ogni categoria di lavoratori è indispensabile.

Però, per il futuro, ricordiamoci di cosa sarà importante pretendere dai governi che verranno. La sanità ora è in crisi, il fatto è, che mi pare avesse qualche problemino anche prima di questa emergenza, così come i trasporti pubblici e molte altre cose.

Perdonate lo sfogo e il mio essere prolisso, ma avevo voglia di esprimere il mio pensiero. Sono enormemente dispiaciuto, specialmente per quei ragazzi che con passione studiano e per chi sta cominciando la carriera.

Sono tempi duri, ma non molleremo!

Guardiamoci con rispetto e senza giudizio, cercando di provare empatia e affetto, anche verso quelle persone che non la pensano come noi.

L’odio non ci servirà, quello che ci servirà, sarà una buona memoria e molto coraggio.

 

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