Sono immensamente contenta di vedere alla direzione del Mio teatro, ( quel luogo magico in cui ho lavorato per ben 35 anni) un nuovo volto, una nuova visione, nuove energie. Anche se ormai sono in pensione,tramite questo mio blog, (in cui ho raccontato nei dettagli, la mia vita di Artista del coro dietro le quinte, valorizzandolo), continuo ad amarlo come si ci fossi ancora, seguendo dall’esterno le tante vicende buone e meno buone che lo caratterizzano.
A guardare il suo curriculum mi si illumina il cuore di speranza; finalmente è arrivato l’uomo nuovo, un uomo che investirà idee nella diversificazione della proposta culturale a partire dall’utilizzo del Teatro Melis, che ho visto nascere ( che per fortuna, dopo tantissimi anni ha preso vita) alternandosi alla grande platea, sino al ripensamento della stagione tradizionale che ahimè langue di “presenze” sul palcoscenico e in sala sia nelle stagioni operistiche e ancor di più nelle sinfoniche.
Dalla personale conoscenza che ho del teatro, frutto di 40 anni di lavoro, (da studentessa del conservatorio ho frequentato il teatro anche come comparsa) posso affermare che mai come oggi il momento è propizio. Nel bene e nel male tutto è evidente.
Evidente è che il teatro, economicamente parlando, è un organismo sano; motivo per cui mi aspetto che si possa tornare ad avere figure apicali senza le quali si può solo sopravvivere.
Intendo, un direttore artistico ,che lasci spazio alle numerose e faticose incombenze del sovrintendente; un direttore di produzione, fondamentale se si pensa a dover gestire il teatro principale, il Melis, le tournée, il decentramento, la stagione estiva e magari anche i numerosi laboratori che speriamo finalmente si aprano al territorio con corsi di formazione che abbiano una ricaduta materiale sul territorio (perché un’istituzione è questo che fa)
Per proseguire, un direttore d’orchestra stabile che dia la cifra riconoscibile per cui essere orgogliosi, che so , di incisioni discografiche (il nostro settore della fonica è di alto livello – autoproduciamoci e creiamo un brand), un direttore del Personale, un direttore generale e non ultimo un efficiente settore marketing/social.
Se davvero il Teatro Lirico di Cagliari è la più grande industria culturale della regione, non si può pensare di proseguire senza queste figure; chiaro che per fare tutto ciò vanno ripensate mansioni, pianta organica, e quant’altro sia funzionale alle nuove idee che sono certa lei porterà.
Buon lavoro maestro!





Bravissima Alessandra Atzori, sono d’accordo con ciò che scrivi! Speriamo in bene! Adori il nostro teatri lirico!👏👏👏🌹🌹🌹
Cara Rossana, le premesse ci sono tutte, sono sicura che farà bene