La settimana di Ferragosto a Time in Jazz comincia con una lunga e densa giornata di eventi, che si apre in musica lunedì 11 all’ombra della pineta di Sant’Anna, nei pressi di Budoni, con l’esibizione del Duo Bottasso: attivo da vent’anni nell’incontro fra folk, improvvisazione, musica contemporanea e progetti multidisciplinari, il sodalizio artistico dei fratelli Nicolò (violino, violino tenore d’amore) e Simone Bottasso (organetto, elettronica) si distingue per la capacità di mescolare influenze e abbattere i confini stilistici. I due portano in scena il loro nuovo progetto “Postcards from Italy”, nato come colonna sonora per quindici pellicole d’epoca girate in Italia un secolo fa, e frutto di un lavoro di ricerca sul paesaggio e il territorio italiano e sugli effetti dell’overtourism in diverse località.
Contemporaneamente, sempre alle 11, ma all’Aeroporto Olbia – Costa Smeralda, le note colorate dei Mefisto Brass accoglieranno i passeggeri in transito con il loro “Sound System a Energia Polmonare” fatto di strumenti a fiato e percussioni, e brani originali tratti dai loro due album, “Amhardcore” e “Totem”.
Si resta sulla costa orientale, a Porto Taverna, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, per il live pomeridiano: alle 18, Matteo Paggi, trombonista al fianco di Enrico Rava nei Fearless Five (di scena il 12 a Berchidda) e vincitore del Top Jazz 2024 come miglior nuovo talento, presenta il suo progetto Words: un concept di improvvisazione ispirata che abbatte ogni barriera tra i generi musicali, dando voce all’espressione più autentica e profonda di ogni musicista, grazie a un metodo compositivo originale; in questa occasione, il trombonista marchigiano, classe 1997, è accompagnato da due musicisti d’eccellenza della scena jazz europea contemporanea: il trombettista irlandese Alistair Payne e il sassofonista portoghese José Soares.
A Berchidda, alle 19.30 la parata dei Mefisto Brass farà da apripista a un nuovo appuntamento con il Festivalbar: alle 20 al Café Rosé sarà di scena TVS (al secolo Teresa Virginia Salis), flautista, musicista elettronica, compositrice, producer e Dj con la passione per la musica ambient e techno. Il progetto TVS, nato nel 2017, si basa sull’interazione tra strumenti tradizionali e musica elettronica, combinando suoni ambientali, strumentali e sintetici.
Alle 21.30 si accendono per la prima volta i riflettori sul palco di Piazza del Popolo: spetta a Ze in the Clouds, al secolo Giuseppe Vitale, il compito di inaugurare il palcoscenico; il pianista, compositore e produttore d’avanguardia con base a Milano ha creato una propria visione compositiva che affonda le radici nel jazz contemporaneo, ma che negli ultimi lavori si è evoluta in un linguaggio elettronico-rinascimentale. Al termine della sua esibizione gli verrà consegnato il premio Biorepack, che il consorzio nazionale per il riciclo delle bioplastiche compostabili, partner di Time in Jazz, destina all’artista più visionario presente al festival; si rinnova così, per il quarto anno consecutivo, la collaborazione finalizzata a sensibilizzare artisti, pubblico e ospiti sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare attraverso iniziative come l’uso di stoviglie compostabili per il consumo dei pasti e il sistema di raccolta del rifiuto umido.
Altro gradito ritorno a Time in Jazz è quello di Stefano Bollani, protagonista del secondo set della serata. Classe 1972, il pianista milanese di nascita ma fiorentino d’adozione, tra gli esponenti più apprezzati e popolari della scena jazzistica italiana, sarà sul palco di Piazza del Popolo alla testa del Danish Trio; ad affiancarlo, due musicisti di punta del jazz scandinavo, i danesi (appunto) Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morten Lund alla batteria: in scena, brani tratti dai loro cinque album, frutto di una lunga collaborazione che ha origine nel 2002, e della speciale alchimia tra i tre musicisti. Nei concerti, la musica è un momento unico e coinvolgente, senza scalette preordinate, in cui la gioia di vivere e suonare è il filo conduttore.
Spenti i riflettori sul palco di Piazza del Popolo, la musica si sposta nella piazzetta adiacente per Time After Time, lo spazio dopo concerto affidato anche quest’anno a Pierpaolo Vacca, talento dell’organetto diatonico nato nel solco della tradizione sarda ma da sempre aperto a ogni altro stimolo e genere musicale. Ogni sera Pierpaolo Vacca suonerà con un artista di volta in volta diverso, in una serie di progetti ospitati da Insulae Lab, il centro di produzione della musica jazz e della creatività artistica delle isole del Mediterraneo ideato e curato da Time in Jazz. La prima serata, lunedì, vedrà l’incontro tra l’organetto di Vacca e la chitarra coniugata all’elettronica più pura di Menion, al secolo Stefano Ferrari, musicista sardo con sede a Berlino, nel progetto “Lux Sphere”.
La musica a Time in Jazz non finisce mai: dopo Time After Time, a chiudere la giornata, torna anche quest’anno l’appuntamento notturno con A Not Necessary Mix, il dj set di Renton a base di techno, house e minimal, reminiscenze funky, disco e bass music, che ogni notte farà ballare la piazza al centro del paese.
Nel frattempo, negli spazi di Sa Casara e Sa colte ‘e su ‘oltiju, proseguono gli appuntamenti dedicati ai bambini e alle bambine di Time to Children, con un nuovo incontro del laboratorio “Raccontiamo una storia…elettronica” a cura del compositore Simone Mura (10 .30). Alle 11, la regista, insegnante, performer e docente di teatro Claudia Pupillo guiderà invece “LIBeRI IN MOVIMENTO”, una performance-laboratorio per raccontare e condividere libri attraverso il corpo, mentre nel pomeriggio (alle 15) prosegue alle 15 il laboratorio creativo “MoMu: sinfonia di tessere”, curato dalla mosaicista Anna Franceschi; e alle 17, la pianista Gloria Campaner con il suo progetto C# See Sharp, guiderà i ragazzi a comunicare le proprie emozioni attraverso corpo e musica (ore 17).
Si rimane sempre a Sa Casara per il primo appuntamento con Time to Read, la sezione del festival dedicata agli incontri con i libri e i loro autori, in programma tutti i giorni, da lunedì a giovedì 14, sempre alle 19, negli spazi di Sa Casara. Apre la serie il musicologo Stefano Zenni, in dialogo con Paolo Fresu su “Un Lampo a due dita“ (Quodlibet, 2025), una raccolta di testi scritti dal leggendario trombettista Louis Armstrong. Tra lettere personali e professionali, il libro svela aneddoti e lezioni di vita attraverso un linguaggio inventivo e musicale, fraseggiando il ritmo di una vita straordinaria.
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