
Qualche giorno fa, il collega Guido Giglio, basso del Teatro lirico di Cagliari, mi informava della scomparsa del mezzosoprano Mirella Parutto. Sapeva essere stata la mia insegnante di canto dell’ultimo anno del mio percorso al Conservatorio di Cagliari. Lui la ricorda in particolare perchè, da giovane artista del coro l’ha conosciuta nel pieno della carriera e a Cagliari in una produzione dell’opera L’Organo di Bambù di Ennio Porrino. Ma lei a Cagliari fece anche la Norma nel ruolo di Adalgisa col grande Mario del Monaco. Nel 1974 al Teatro Massimo fu Santuzza nella Cavalleria Rusticana e poi vari concerti decentrati nell’Isola
Fin dalla prima lezione si era creata subito una grande intesa. Il basso Gianni Socci , mio insegnante fino a quel momento, era stato trasferito in un conservatorio più vicino alla sua città. Un momento difficile per me considerato che mancava un anno alla consclusione. E si sa che modificare il metodo, proprio in prossimità del diploma (oggi laurea) dopo 4 anni, poteva essere problematico. Ma lei è stata davvero in gamba,incoraggiante e sempre positiva modificando poco o nulla ciò che avevamo fatto fino ad allora. Ci ha aiutato a trovare le romanze più adatte alle nostre voci ed ha lavorato con grande passione sui dettagli tecnici e interpretativi. Insomma era stato un percorso vero e proprio di perfezionamento .
E poi ricordo ancora che da subito aveva percepito la mia passione per l’insegnamento della tecnica vocale e spesso, quando doveva assentarsi per la sua carriera solistica, mi affidava la classe, in particolare gli allievi dei primi anni .
MIRELLA PARUTTO Esordì dapprima in piccole parti, debuttando giovanissima in un ruolo principale come Elena in Mefistofele alla Scala nel 1958.
Seguì, l’anno successivo, l’esordio al Teatro dell’Opera di Roma come Amelia in Un ballo in maschera, che dette inizio a una brillante carriera di soprano drammatico. I ruoli maggiormente frequentati sono stati Aida, Leonora (ne Il trovatore e La forza del destino), Abigaille, Maddalena. Dal 1965 iniziò a esibirsi come mezzosoprano, apparendo come Adalgisa, Amneris, Ulrica, Principessa Eboli, Principessa di Bouillon.
È stata presente nei più prestigiosi teatri del mondo: La Scala, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Opera di Vienna, Teatro Bol’šoj di Mosca, Teatro Colón di Buenos Aires, sotto la guida dei maggiori direttori, come Tullio Serafin, Herbert von Karajan.
Dopo il ritiro dalla scene si è dedicata all’insegnamento. Suo marito era il baritono Antonio Boyer.
La foto sotto riguarda l’opera “L’organo di Bambù” al Teatro Massimo di Cagliari.







