di Ignazio Salvatore Basile
Se dovessi scegliere un sottotitolo per questo bel film di Riccardo Milani sulla Sardegna e sui Sardi, direi che la sua visione mi ha richiamato alla mente la “Costante Resistenziale Sarda” di Giovanni Lilliu.
Così come le popolazioni nuragiche si ritirarono nell’entroterra montagnoso del centro Sardegna, per sfuggire alle razzie che venivano dal mare, così Efisio Mulas, l’eroico pastore, personaggio principale della pellicola, si è chiuso in sé stesso, nella sua enclave, insieme culturale, economica e sociale, per resistere alla cementificazione che pretendeva di comprare, a qualunque prezzo, la sua vita, le sue abitudini, il suo mondo.
Il film prende spunto da una storia vera. Il personaggio reale, che Michela Murgia avrebbe voluto nominare personaggio dell’anno in Sardegna, al suo posto, nel 2011, si chiamava Ovidio Marras.
Ovidio Marras era un imprenditore agricolo sardo che all’epoca dei fatti aveva 81 anni e che viveva e lavorava a Teulada, in provincia di Cagliari.
Ovidio percorreva da decenni una via per spostare le sue greggi. A un certo punto un’impresa edile, che stava costruendo un imponente insediamento turistico vicino ai suoi terreni, aveva occupato abusivamente quella strada che egli utilizzava per portare al pascolo le sue pecore.
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