Venezia- Dal teatro la Fenice il concerto di Capodanno e la spilla di protesta dei lavoratori

Nessuno sciopero, ma la protesta dei lavoratori del Teatro La Fenice va avanti. Questa volta il mezzo per chiedere la revoca della nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale e le dimissioni del soprintendente Nicola Colabianchi, sarà una piccola spilla raffigurante una chiave di violino con al centro un cuore, nera su sfondo dorato, proprio come il colore del Teatro.

Il dissenso

Coro e orchestra la indosseranno a Capodanno, ma prima del concerto verrà distribuita al pubblico in Campo San Fantin. Giovedì, nel giorno in cui si sarebbe dovuto svolgere il Consiglio di indirizzo posticipato a gennaio, i lavoratori e le lavoratrici della Fenice hanno annunciato la prossima forma di dissenso, ma anche la richiesta che il soprintendente risponda pubblicamente a sei domande. «Abbiamo sempre trattato Venezi come una professionista e non siamo noi che l’abbiamo chiamata ragazza o principessa — hanno detto i rappresentanti della Rsu riferendosi rispettivamente al sindaco Luigi Brugnaro e al ministro Alessandro Giuli — Siamo disposti a intraprendere un percorso conoscitivo, purché si ritiri subito la nomina e si riparta da zero, come era stato deciso fin dall’inizio».

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Il concerto di Capodanno che sarà trasmesso in diretta televisiva da Rai 1 alle ore 12.20 del giorno di Capodanno  prevede il seguente programma

 Nella prima parte Michele Mariotti dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione di sinfonie e intermezzi orchestrali tratti dal repertorio lirico: dalla sinfonia della Semiramide di Gioachino Rossini a quella dalla Norma di Vincenzo Bellini; dall’intermezzo Il sogno di Ratcliff dal Guglielmo Ratcliff di Pietro Mascagni all’impetuosa Tregenda dalla prima opera pucciniana, Le Villi; dalla sinfonia del Don Pasquale di Gaetano Donizetti alla sinfonia dai Vespri siciliani di Giuseppe Verdi.

La seconda parte (che sarà trasmessa in diretta su Rai1) vedrà impegnati anche i solisti, il soprano Rosa Feola e il tenore Jonathan Tetelman, insieme con il Coro del Teatro La Fenice istruito da Alfonso Caiani: sarà infatti la compagine veneziana ad aprire la seconda parte della serata con l’interpretazione del coro «Feste! Pane! Feste!» dalla Gioconda di Amilcare Ponchielli, mentre dopo la Barcarola dal Silvano di Mascagni, si esibiranno i due solisti: Rosa Feola eseguirà «Sombre forêt», l’aria di Mathilde dal secondo atto del Guillaume Tell di Rossini; Jonathan Tetelman canterà invece «Cielo e mar», l’aria di Enzo Grimaldo dalla Gioconda di Ponchielli. Seguiranno due pagine pucciniane: il suggestivo Coro a bocca chiusa da Madama Butterfly e il ‘romantico’ duetto di Mimì e Rodolfo «O soave fanciulla» dalla Bohème. L’intermezzo di Cavalleria rusticana di Mascagni introdurrà al gran finale del programma con brani che non hanno forse bisogno di alcuna presentazione: «Nessun dorma» dalla Turandot di Puccini; «Casta diva» dalla Norma di Bellini; e poi «Va’ pensiero, sull’ali dorate» dal Nabucco di Verdi; infine il brindisi «Libiam ne’ lieti calici» dalla Traviata di Verdi.

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