Il maestro Montis citato per gli studi Sindonici, sulla prestigiosa rivista brasiliana

Nel recente numero di dicembre 2025, della prestigiosa rivista brasiliana IMAGENS EM FOCO, è stato pubblicato un articolo del musicista cagliaritano Vittorio Montis, dal titolo:

Il percorso della Sindone e la sua venerazione, in perfetto legame con la Storia della Liturgia e della Musica Sacra.

Uno straordinario intreccio con la Preghiera cantata  a iniziare dai primi secoli.

Un campo di ricerca ancora inesplorato e che invece merita di essere posto in primo piano. Perché la Liturgia e di conseguenza anche la Musica Sacra, come confermato dalle tradizioni e dai numerosi documenti, possono testimoniare che la Sindone era presente e venerata ininterrottamente sin dai primi secoli.

La ricerca scientifica con la sua esplosione avvenuta a partire da 1898 ha offuscato o addirittura cancellato quello che è il vero valore spirituale di questo sacro telo. La mia ricerca, mettendo nel giusto risalto il grande valore della Liturgia, vuole essere un invito a recuperare le tradizioni per riprendere intensamente le festività dimenticate con le relative liturgie che si adattano a corredo delle ostensioni che non devono essere esclusivamente una dimostrazione della conoscenza degli studi scientifici ma anche un’occasione di meditazione, di contemplazione e di profonda riflessione sul mistero della Passione e Risurrezione di Gesù” – riferisce Montis

La Sindone, quel sacro telo con l’impronta del corpo di un uomo flagellato, coronato di spine, con le mani e i piedi trapassati da chiodi per essere crocifisso, con una larga ferita al costato destro da cui si riconosce sangue ed acqua, è la vera e più autentica testimonianza della Passione e Risurrezione di Gesù anche confermate dalle celebri definizioni, come:

  • Specchio dei Vangeli e provocazione all’intelligenza – San Giovanni Paolo II
  • Quinto Vangelo – Opinione comune diffusa
  • Testamento sanguiscritto – Maria Elisabetta Patrizi

E si può aggiungere: Specchio delle Scritture nella Liturgia e nel Canto

Vittorio Montis vuole dimostrare che, finite le persecuzioni, già dal IV secolo Papa Sivestro I disponeva che la tovaglia dell’altare per la celebrazione eucaristica doveva essere di lino come la Sindone che aveva avvolto il corpo di Gesù. La benedizione era affidata al Vescovo includendo gli arredi sacri come il Corporale.

Viene dimostrato il legame tra Parola e Musica definita come icona della Parola espressa con Liturgia. Quindi i testi liturgici contengono una forte testimonianza della presenza e la venerazione della Sindone. E per rafforzare questa ipotesi, nelle più di 60 pagine, con decine di esempi musicali gregoriani, tratti dal “Liber usualis”, scritti su tetragramma in notazione quadrata, è evidente questa relazione.

Una particolare attenzione viene dedicata a un tipo di dramma liturgico presente dal VI fino al XIV secolo chiamato “Visitatio Sepulcri”.

Secoli di storia che arrivano all’acme con la Festa della Sindone istituita nel 1502 con canti gregoriani e una ricca liturgia presente nel Missale Romanum san Pio V.

In conclusione: una chiesa col solo Crocifisso è ferma al Venerdì Santo. Perché il Crocifisso deve avere il suo compimento con la Sindone.

Anche la Via Crucis di 15 stazioni ha il suo compimento con la Sindone.

Dalla Sindone, vera testimonianza della Risurrezione, è scaturita la Via Lucis I Vangeli ci hanno insegnato, con limpida chiarezza, questi passaggi:

 Recuperare i preziosi tesori della tradizione ormai dimenticati

 

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