Sapete cosa è una claque? E’ un gruppo di persone reclutate per applaudire (o per fischiare) a teatro.
Avevo conseguito da poco il diploma in Canto lirico al Conservatorio di Cagliari e soltanto due mesi dopo ebbi la fortuna di superare l’audizione per entrare come artista del coro all’allora Ente Lirico di Cagliari (oggi Fondazione). Fu una grande fortuna per me , giovanissima, che potevo avere uno stipendio facendo il lavoro che mi piaceva.
All’epoca erano pochi quelli che si presentavano alle audizioni col “titolo”. Erano i primi anni in cui il teatro era passato da stagionale a stabile . Il fortunato che superava la selezione aveva subito un contratto lungo, questo per incoraggiarlo a rimanere. Con me, anche altri miei compagni di studi avevano superato le selezioni e qualcuno aveva superato anche quella per piccole parti solistiche. Eravamo giovani e felici del nuovo lavoro che ci aspettava .
Quando arrivammo alla prima recita di quella nostra prima Opera, poco prima di entrare in scena ci recammo nel camerino della nostra compagna solista che trovammo emozionatissima ma anche sconvolta per un episodio appena capitato.
Si presentò a lei un signore, dicendole se sapesse cosa fosse una claque. Lei rispose che, a grandi linee sapeva, ma non capiva il nesso di quella domanda. Pensava che il “galantuomo” fosse entrato in camerino per farle un “in bocca al lupo”.
Lui le spiegò subito che era importante che preparasse una “bustina” con dentro qualche “biglietto” per se e per alcuni suoi colleghi maschere, in modo che la claque potesse funzionare a suo favore. Andò via facendole l’occhiolino d’intesa e dicendole che sarebbe passato poi a fine recita.
La mia collega, molto intelligentemente fece la finta tonta ma comprese benissimo quale fosse l’intento. Non avendo un ruolo determinante , si guardò bene da lasciare” bustine”,ma questo episodio ci fece riflettere tutti. In breve avevamo capito che per rendere credibile la bravura di un artista, o di un direttore d’orchestra, spesso bastava pagare e dal pubblico sarebbe arrivata l’ovazione con lancio di fiori. Diversamente i fischi e i “Buu” sarebbero arrivati puntuali.
Insomma, se un artista era mediocre, la “bustina” avrebbe fatto credere alla maggior parte del pubblico poco esperto, che in realtà era valido e così le critiche in molti giornali sarebbero state positive.
Ancora oggi, forse più di ieri è facile convincere il pubblico sulla qualità di uno spettacolo condividendo e rendendo virali articoli farlocchi dove si parla di applausi e ovazioni, stilati da esperti improvvisati.






Parole sante quelle del tuo post però aggiungerei che esistono anche le “bustine” per fischiare l’ interprete che può fare ombra e conosciamo diversi casi simili noi che facciamo parte della gente. La differenza tra il passato e il presente sono i giornali e giornalisti filogovernativi nonché i social che prima non esistevano e che oggi imperano.
mariellalongu8@gmail.com
esatto, si compravano gli applausi e i fischi proprio come oggi si comprano i like e i siti fasulli da far girare in base all’appartenenza politica. Purtroppo in tanti ci cascano credendoci e condividendo