Recensione del concerto con la violinista Bomsori

di Giorgio Pitzalis
Non solamente “Suoni di Primavera” (volendo parafrasare il nome della straordinaria Solista) ieri sera al Teatro Lirico di Cagliari per la terza tappa della Stagione Sinfonica.
Il programma “tutto Mendelssohn” cominciava con una lettura rilassata ed equilibrata della famosissima Ouverture da Concerto “Sogno di una notte di mezza Estate” eseguita sotto la guida attiva del Maestro Christopher Franklin.
Solamente qualche piccola imprecisione nella brillantezza degli archi e momentanea predominanza delle percussioni hanno forse frenato la sempre nostra ottima Orchestra in una lettura che poteva maggiormente contraddistinguersi.
Il programma proponeva, di seguito, quello che si proponeva essere il pezzo forte della serata e la bravissima Bomsori Kim non ha sicuramente deluso tali aspettative sciorinando tutto il suo superiore virtuosismo unito ad una romantica espressività oramai ben radicata negli interpreti dell’Estremo Oriente. Quindi non solamente perfetta intonazione ed articolazione accumunate ad una considerevole pienezza di suono (sorprendete per delle “braccine” quasi adolescenziali) ma attenzione e varietà nel fraseggio sin dall’ardente ed inconsueto, per l’epoca, incipit del Concerto.
E se lo splendido Andante ci è parso espressivo ma fortunatamente non “strappalacrime”, è nello scintillante Allegro finale che la Bomsori (finalmente apertasi ad un sorriso liberatorio dopo la composta tensione dei primi movimenti) ha trascinato noi ascoltatori nel vortice conclusivo luminoso e danzate. Coadiuvata, in tutto questo, da Direttore e  Orchestra che hanno creato la giusta cornice per un Concerto che, ricordiamolo, rappresentava all’epoca un vero punto di rottura tra la forma Classica e quella Romantica.
Applausi ed acclamazioni con la conseguenza di due abbaglianti bis che riaffermavano l’eccellenza tecnica della Bomsori ma anche la Sua natura espressiva di origine centro-europea (mi verrebbe da dire “kreisleriana” nell’eleganza del canto anche se con un vibrato più moderno ancorché altrettanto colorito).
La seconda parte del programma ci porta immediatamente nel clima Autunnale propria della Terza Sinfonia e qui la conduzione del Direttore si fa più attenta, incisiva, i fiati così importanti in Mendelssohn caratterizzano sufficientemente i numerosi interventi “solistici” e l’intero movimento viene percorso da sottili increspature e tensioni piuttosto che da esplosioni drammatiche.
Il ritmo delle Scherzo (dal sapore oggi diremmo “country” ma che all’epoca era chiaramente “celtico” e quindi scozzese) è perfettamente delineato dal Maestro statunitense che anche con la mimica e senza soluzione di continuità ci accompagna nell’intenso Adagio e nell’impetuoso Allegro finale impreziosito dalla solenne coda che conclude una Sinfonia ed un Concerto di ottima fattura e di alto livello.
L’Inverno cagliaritano attende fuori dal Teatro un purtroppo ancora scarso pubblico, rispetto allo spessore qualitativo degli Artisti solistici ed orchestrali, deludente rispetto al “pienone” del Concerto di apertura della Stagione.
Mi è sembrato che lo sguardo “smarrito” della Bomsori, al suo ingresso nel palcoscenico, sulle ampie porzioni vuote della platea ci dovrebbe far riflettere sulle modalità di attrazione della larga fetta di giovani che potenzialmente dovrebbero essere interessate alla Musica “Classica”.
Giorgio Pitzalis è uno storico abbonato del Teatro Lirico di Cagliari. Grande appassionato e cultore della musica classica e lirica, musicologo e musicista per passione. Ingegnere per professione. Ha studiato musica e fatto parte di formazioni corali.
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