“Come è triste Venezi “

di Giampaolo Piga

Sii gentile, perché ogni persona che incontri sta forse combattendo una battaglia più dura della tua.

” Ormai è da un bel pò che a Cagliari, il mercato di San Benedetto in via Cocco Ortu è stato trasferito a ridosso del Teatro Lirico, ma le voci di dissenso e disapprovazione sembra non siano ancora placate ed anzi, sovente le lamentele sui giornali e nei social continuano ad occupare rilevanti spazi di gente contrariata che giura di non metterci più piede.

Quella signora carica di buste però, che aveva tutta l’aria di chi in quel mercato ci andava volentieri a comprare e a spettegolare, quel giorno scelse me per sciacquarsi la lingua. Io che il quel mercato mi ci trovavo per caso, la vidi da lontano venire verso di me e mal feci a non darmela a gambe perchè mi riconobbe e:<<senta lei, cosa ne pensa di quella li che a Venezia…>>.

Non era la prima volta che mi capitava di imbattermi in qualche capannello dove si discuteva di quel caso, ma la violenta ferocia con cui quella signora bocciava senza speranza la prescelta direttrice del Teatro La Fenice di Venezia, mi ha ricordato la crudeltà di chi nell’antica Roma, col pollice verso mandava a morire un povero schiavo. Vero è che oggi viviamo in un Paese dove il diritto di criticare è legittimo e sacrosanto, ma legittimo e sacrosanto è anche il diritto di sapere da che pulpito e con quale autorevolezza e competenza certe critiche vengono fatte ed è sotto gli occhi di tutti che nello specifico caso di Venezia, a parlare e sputare sentenze ci si mette chiunque, con capacità di critica oppure con critica senza capacità.

Nella mia lunga carriera di cantante mi è spesso  capitato di assistere ad audizioni e concorsi dove chi ha studiato per anni ed anni spendendo soldi e dedicando l’intera propria vita alla musica, rischiava il tutto per tutto e non sempre rientrando a casa con la vittoria in tasca:<<io la faccio finita e mi sparo un colpo in testa>>.

Quel cantante aveva puntato tutto su quel concorso e quelle parole disperate non me le dimenticherò mai e nemmeno dimenticherò gli inizi di Placido Domingo che non furono certo coronati da successi ed anzi, lui stesso ebbe a dire che solo grazie a chi ha creduto in lui ha potuto lavorare su se stesso fino a diventare il Domingo che tutti conosciamo.    “Sii gentile, perché ogni persona che incontri sta forse combattendo una battaglia più dura della tua.” Questo lo vorrei consigliare alla signora con le buste della spesa ma anche a tutti quei “leoni” che abbaiano devolvendo giudizi e critiche sciorinando ignoranza e cattiveria perchè a nessuno sia negato di risollevarsi dai momenti di difficoltà per rinascere alla maniera   dell’Araba Fenice che con il “Post fata resurgo” rappresenta la vittoria sulle sconfitte. Come è triste Venezi…

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