PAPA’
Ero seduto al primo banco della classe di mia figlia e davanti a me la lavagna mi è apparsa come un enorme video dove il protagonista ero io che ricevevo la pagella da portare a casa.
Ho sempre temuto quel giorno perché i miei voti a volte erano più vicini allo zero che al dieci e avevo paura dei rimproveri dei miei genitori, ma quel giorno per i ragazzi, i voti erano tradotti in “giudizi” e per un insegnante il giudizio è inteso come consiglio, dove ce ne fosse bisogno, a fare meglio perchè si è in grado di dare di più.
Certo che se paragonati ai miei insegnanti, quelli di oggi sembrano più orientati a curare l’aspetto spirituale della crescita, infondendo nell’alunno elementi e principi per costruire la “Persona” in grado di navigare nel mare della vita e in quel mare, quanto più si sa più si è in grado di reggere agli scossoni delle tempeste. Pensiero certo scontato questo, ma a volte ripassare certi concetti fa bene anche a noi grandicelli che non sempre facciamo tesoro dagli avvenimenti del passato.
Liberté, Égalité, Fraternité. E a proposito del passato, non certo per ironizzare o lanciare messaggi politici, consideravo quanto certi illuminati personaggi della storia, siano non solo poco imitati ma addirittura totalmente ignorati da chi oggi regge le redini del Governo, rendendo principi di Libertà Uguaglianza e Fraternità opinabili se non addirittura “ad personam”.
Ma quel motto francese oggi mi riporta ad un fatto accaduto a Charles de Gaulle che in un attentato fu salvato da una immagine incorniciata che portava sempre al petto: era la foto della sua bambina affetta da sindrome di Down che in vita sua pronunciò solo una parola “Papà” e quel “Papà” è stata la gioia più grande di quel grande uomo senza cornice, me lo porto nel cuore perchè tutti potranno ancora chiamarmi Giampaolo, Paolo, sig. Piga o come vogliono, ma solo tu, Elisa, potrai chiamarmi “papà”…”e li vedi mentre scappano e raggiungerli non puoi perché gli anni che ti restano non ti basteranno più, non ti basteranno più”.
Giampaolo Piga nasce a Cagliari nel 1962; penultimo di dieci figli di Giuseppe e Marcella Orrù, frequenta a Cagliari le scuole elementari e media inferiore; viene poi dal padre trasferito a Firenze nel collegio di San Domenico, ove vi era il fratello maggiore Antonio padre Domenicano, per frequentare il ginnasio e, dopo, a Siena presso l’Istituto Pontificio per proseguire nel liceo classico. Fu a Siena, nel corso del suo primo anno di liceo, quando durante l’intervallo di ricreazione si improvvisò nella romanza “Che gelida manina de La Bohème, che una insegnate lo sentì e lo prese tanto a cuore da offrirsi di dargli lezioni gratuite. Venute così alla luce le sue doti canore e musicali, con voce tenorile, egli interrompeva gli studi classici per rientrare a Cagliari ed iscriversi al Conservatorio Statale Pierluigi da Palestrina, ove acquisiva il Diploma Inferiore nel 1982, iniziando l’attività canora con scritture private come tenore solista in rappresentazioni locali, mentre proseguiva gli studi nel medesimo Conservatorio. Stante le modeste condizioni economiche della sua numerosa famiglia ed i sacrifici dei genitori per consentirgli di coltivare la sua grande passione per il canto lirico, nata dall’ascolto di tenori come Di Stefano ed altri dell’epoca, Giampaolo Piga, fin da ragazzo e ancora studente, cercava di mettere a frutto le sue doti canore e di recitazione esibendosi in eventi teatrali ed anche ludici privati. La sua prima opera come protagonista tenore fu “La Traviata” di Verdi, alla quale seguì “La Fanciulla dell’West” di Puccini. Nel 1984 venne assunto al Teatro Lirico di Cagliari, come cantante tenore e protagonista in opere ed operette: “La Bohéme” di Puccini, “Cambiale di matrimonio” di Rossini, “Il paese dei Campanelli” di Lombardo, “La vedova allegra” di Lehar.






