”Te piace ‘o Presepe?”

di Giampaolo Piga

Forse non è chiaro a molti che nel nostro Paese sono nati Monteverdi, Donizetti, Rossini, Verdi e compagnia bella, ma il ricordarselo renderebbe forse più pacati i toni di certe controversie legate alle attuali vicende di Sanremo.

Ma al di la dei toni più o meno accesi, quello che puntualmente avviene per ogni edizione del festival, ricorda il comico ”Te piace ‘o Presepe?” di Edoardo de Filippo in Natale in casa Cupiello e, a quanto pare, anche chi “‘o Presepe” non lo guarda, qualcosa da dire sulle canzoni la trova sempre, e nemmeno io faccio eccezione, ma sentendomi un pò il figlioletto di Monteverdi, Donizetti, Rossini, Verdi e compagnia bella, eviterò di esprimere pareri musicali per concentrarmi su quelle che sono diventate in alcuni casi, delle grottesche considerazioni anche sul cuoio capelluto del recente vincitore.

In controtendenza all’italico vizio di salire sul carro del vincitore, questa volta lo scenario prevalente ricorda di più il rogo di Re Giorgio che, colpevole di rappresentare tutti i mali, viene appunto bruciato in piazza, come ora in modo allegorico sta accadendo al vincitore di Sanremo.

Certo crea un pò di ilarità quel da Vinci di Napoli che a dispetto del più affermato Leonardo, genio non è, ma canta con la mano nel cuore rievocando un misto di Julio Iglesias e Mario Merola di cui sembra il nipotino, ma oggi il sorriso aperto e sincero di quel nipotino, porta un pò di buonumore e allegria e se buonumore e allegria sa di sagra della salsiccia, ebbene, ben venga pure la salsiccia e i buoni sentimenti e a proposito di buoni sentimenti, non posso che prendere atto che se il da Vinci anzichè cantare l’amore per la sua donna avesse urlato “Bella stronza!”, come avvenne anni fa sempre a Sanremo, forse il suo carro, con l’aiuto di San Gennaro, avrebbe evitato il rogo.

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