Appena tornato da teatro (primo cast), sento di voler dare la mia modesta opinione: un buon spettacolo con diversi punti di forza e qualche fastidioso punto debole.
Intanto l’orchestra: splendida! Mi è piaciuta tantissimo in tutte le sezioni (merito anche del M. Palumbo, anche se i tempi, li ho trovato un po’ lenti).
Bravo il coro diretto dal maestro Giovanni Andreoli, (di particolare suggestione ” Guerra, guerra!”)
Tra i cantanti, bravissima il mezzosoprano Raffaella Lupinacci (Adalgisa) come voce e capacità di dar vita a un personaggio sofferto.
Avevo buone aspettative sul soprano Marta Torbidoni (Norma) che ha cantato in questo ruolo alla Scala nel 2025 (seppur in sostituzione). Meglio il 2° atto del 1°, ma pur avendo carattere mi sembra che le manchino carisma e senso tragico per essere una grande Norma .
Il tenore sardo Francesco Demuro (Pollione) ha il grande pregio di rendere comprensibile ogni parola; mi chiedo però se Pollione sia un ruolo adatto a lui (non mi ha convinto molto).
Il basso Michele Pertusi (Oroveso) è Pertusi, nulla da dire.
Per quanto riguarda l’ambientazione, così astratta dovrebbe probabilmente accontentare un po’ tutti. Trovo però totalmente illogica la scena con i figli di Norma uccisi… (ma in teatro non c’è nessuno che alza la mano e obietti?)
Insomma, una bella serata con, però, pochi brividi…
Felice se sarò corretto da chi ne capisce più di me, il vostro umile cronista e fedele abbonato Enrico
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Il team creativo:
Elena Barbalich – regia
Tommaso Lagattolla – scene e costumi
Fabio Barettin – luci
Norma vi aspetta fino al 22 marzo
Teatro Lirico di Cagliari
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Ph. Angelo Cucca








