di Giampaolo Piga
Non troverò mai le parole più appropriate per ringraziare il cielo per avermi dato l’opportunità di vivere dentro un lungo sogno popolato di tanta e tanta musica dove io, di volta in volta ero un principe , un soldato, un contadino, un popolano e via dicendo.
Il trovarmi poi quotidianamente a tu per tu con autorevoli personalità che di volta in volta erano cantanti, registi, musicisti o attori, rendeva il sogno ancora più fiabesco e incantato e a distanza di tanti anni, nella mia memoria ancora sono presenti momenti di vita che hanno reso unico e prezioso “Il mio vivere così” che ho raccontato e continuo a raccontare in queste pagine social e sui libri.
Tra gli impagabili privilegi, quello di poter partecipare alla messa in scena degli spettacoli è stato quanto di più utile e vantaggioso poichè il dietro le quinte riserva sempre fatti imprevedibili e sorprese che il pubblico in sala non potrebbe nemmeno immaginare. Certo non sono mancati momenti di difficoltà e tensione che solo mantenendo il controllo e la lucidità si riusciva ad appianare, come quella volta che durante le prove della Cavalleria Rusticana il tenore Gianfranco Cecchele lanciò per sbaglio un bicchiere di cristallo centrando in pieno la testa del primo violino che cadde a terra svenuto.
Insomma, sono stati davvero tanti e tanti gli episodi in cui stando in palcoscenico si respirava una atmosfera di grande fermento ed eccitazione, anche se in alcuni casi, non essendo prevista la presenza in scena del coro, non è stato possibile vederne la realizzazione.
Il pianto di Angelica Nella Suor Angelica di Puccini le voci maschili cantano soltanto nel finale da dietro le quinte, ma io quella sera avrei dato oro per poter assistere a quel drammatico momento: Angelica, rinchiusa in monastero con la forza, apprende che il suo bambino è morto e presa dal dolore si avvelena. Ormai morente trova la forza per invocare la Madonna per chiederLe di poter riabbracciare suo figlio per l’ultima volta ed io in questa vigilia di Venerdì Santo, il pianto di Angelica per il figlio morto, lo associo al pianto di Maria ai piedi della Croce.





