Cagliari – Beethoven tra il forte e il piano a Palazzo Siotto

Gran finale della Stagione Concertistica: Prosseda interpreta Beethoven tra il Fortepiano e il Pianoforte.
Il celebre pianista italiano presenta il progetto “L. V. Beethoven tra il Forte e il Piano”, un percorso attraverso quattro sonate che raccontano l’evoluzione del linguaggio beethoveniano e dello strumento italiano
23 MAGGIO – Ore 18.00 – Palazzo Siotto – La V Stagione Concertistica di Castello si avvia alla conclusione con un appuntamento di grande prestigio. Sabato 23 maggio 2026, alle 18.00, L’Armonica Danza delle Muse ospiterà il pianista Roberto Prosseda, protagonista con il progetto “L. V. Beethoven tra il Forte e il Piano”, interamente dedicato a quattro sonate che hanno segnato la storia del pianoforte.
IL PROGRAMMA
Il concerto rappresenta uno dei momenti più attesi della rassegna, sia per la presenza di un interprete tra i più autorevoli del panorama internazionale, sia per la scelta di un programma che attraversa tre decenni della produzione beethoveniana. Si parte dalla Sonata op. 2 n. 1, pagina giovanile in cui Beethoven, pur dialogando con l’eredità haydniana, rivela già una personalità impetuosa e fuori dagli schemi. Si prosegue con la Sonata op. 13 “Patetica”, capolavoro della prima maturità, dove il pianoforte diventa teatro di contrasti drammatici e tensioni quasi sinfoniche.
Non poteva mancare la Sonata op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”, forse la più celebre, spesso travisata dal suo alone romantico ma qui restituita nella sua dimensione originaria: un laboratorio di nuove possibilità timbriche, un paesaggio sonoro sospeso e introspettivo.
Il percorso si chiude con la Sonata op. 111, l’ultima del catalogo, opera estrema e visionaria che sembra guardare oltre il proprio tempo. Il secondo movimento, con le sue variazioni che si dissolvono in una rarefazione quasi metafisica, rappresenta uno dei vertici assoluti della musica occidentale.
ROBERTO PROSSEDA al Fortepiano e al Pianoforte
Prosseda, noto per la profondità interpretativa e per un approccio rigoroso alle fonti, guiderà il pubblico in un itinerario che mette in luce la trasformazione del pianoforte tra Settecento e Ottocento: da strumento galante a veicolo di una nuova potenza espressiva, capace di incarnare conflitti interiori, slanci visionari e tensioni spirituali.

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