di Giampaolo Piga
A sera, prima ancora delle preghierine per raccomandare l’anima al cielo, la conta dei cuori e dei ditini sui proprii post pubblicati, è diventata ormai una abitudine dura a morire così come dura a morire, quella di controllare i “brava”, e i “che bella che sei” la mattina presto.
Facebook in questo penso che accomuni molti e molte che su quella finestra si affacciano per smania di mostrarsi e vanagloria e in quanto a vanagloria devo ammettere che anche io faccio la mia bella parte scegliendo di postare solo le immagini dove mi ritengo passabile e i raccontini ad effetto per strappare quanti più cuori possibili raggirando ed eludendo il biblico monito:”vanità delle vanità, tutto è vanità“…la Bibbia comunque avrà pure ragione ma se l’apprezzamento non arriva o tarda a venire, una certa dose di “io sono io sono” la reputo pure giustificata.
Trovo però che, aldilà delle esagerazioni, facebook dia una ghiotta opportunità per uscire allo scoperto e farsi conoscere come navigatori poeti o santi…no, santi no, o anche per scambiare quattro cazzate con emeriti sconosciuti, anche se non mancano le mire romantiche di chi magari vorrebbe trovare marito o moglie.
In qualsiasi modo vadano le cose, a volte noi sembriamo come le lumache di Trilussa che strisciando sulla loro bava credono di lasciare un'”orma nella storia” e questo succedeva spesso nel mio ambiente in epoche passate, dove la gara a mostrarsi migliore raggiungeva livelli che oggi sarebbero risultati quantomeno patetici e non oso immaginare certi personaggi di allora su facebook a caccia di consensi a suon di:”Ego Otello Sum” e cose simili, dimenticando che il sole è bello non perchè luminoso ma perchè illumina, ma questo un tenore non lo potrà mai capire come non lo ha capito quel tale che in Anfiteatro non pago dei suoi urlati tre “Vincerò vincerò vincerò”, si tentò il bis riuscendo a cantare soltato due “Vincerò”, perchè il terzo gli rimase in gola:”Vincerò vincerò vin…crak!”…”vanità delle vanità, tutto è vanità”





