MOGORO – Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna 65^edizione

Sessantacinque edizioni di intrecci, memoria e futuro: la Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna rinnova la sua identità.

Dal 18 luglio al 13 settembre Mogoro ospita la 65ª edizione della manifestazione. 

Il progetto curatoriale “Intrecci” ridefinisce il percorso espositivo  trasformando la Fiera in uno spazio di relazioni,  dialogo e contaminazione tra linguaggi, materiali e saperi.

Sessantacinque edizioni raccontano una storia che attraversa il tempo senza perdere la capacità di rinnovarsi. È la storia della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna, uno degli appuntamenti culturali più rappresentativi dell’Isola, che dal 18 luglio al 13 settembre, tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 21, tornerà ad abitare gli spazi del Centro Fiera del Tappeto di Mogoro con la sua 65ª edizione

L’inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 17 luglio alle ore 19, con il tradizionale taglio del nastro affidato all’ex sindaco di Mogoro Sandro Broccia, figura che ha legato il proprio nome a una stagione significativa di crescita e consolidamento della manifestazione.

Saranno 113 gli artigiani protagonisti della manifestazione, provenienti da tutta la Sardegna e rappresentativi di 13 settori dell’artigianato artistico, chiamati a raccontare la ricchezza e la contemporaneità del saper fare isolano attraverso un percorso espositivo completamente ripensato secondo il concept “Intrecci”. Ceramica, tessitura, oreficeria, legno, vetro, metalli, pelletteria, coltelleria, ricamo, intreccio, pietra, tessuti e produzioni agroalimentari dialogheranno all’interno di un allestimento che supera la tradizionale suddivisione per categorie e costruisce nuove relazioni tra opere, materiali e linguaggi.

Nata per promuovere il sapere manifatturiero della Sardegna e sostenere il lavoro delle sue imprese artigiane, la Fiera è oggi molto più di una vetrina espositiva. Nel corso dei decenni è diventata un luogo di incontro tra tradizione e ricerca, tra memoria e innovazione, tra territori, progettisti, artigiani e pubblico. Un patrimonio culturale collettivo che continua a interrogarsi sul ruolo dell’artigianato nella società contemporanea, riconoscendolo come espressione viva della cultura materiale e della capacità di un territorio di raccontarsi attraverso il lavoro delle mani.

La sessantacinquesima edizione si inserisce in questo percorso proponendo una riflessione che parte dall’identità stessa della manifestazione. Il tema scelto dalla direzione artistica, “Intrecci”, non rappresenta soltanto un riferimento alla tessitura, profondamente legata alla storia di Mogoro, ma diventa la metafora di una rete di relazioni che rende possibile l’esistenza stessa della Fiera. È un intreccio di persone, competenze, materiali, linguaggi, esperienze e visioni che, anno dopo anno, costruisce un’identità collettiva in continua trasformazione.

La Fiera viene così interpretata come un organismo vivo, frutto di una lunga stratificazione di esperienze. Ogni edizione lascia una traccia che dialoga con quelle precedenti, contribuendo a costruire un racconto condiviso fatto di opere, allestimenti, idee e relazioni. Nulla nasce in maniera isolata: ogni manufatto porta con sé una storia, ogni artigiano custodisce un sapere, ogni visitatore aggiunge uno sguardo nuovo a un patrimonio che continua ad arricchirsi nel tempo. È proprio questa rete di connessioni il cuore del progetto culturale del 2026.

Accanto alla qualità delle produzioni artigianali, la manifestazione conferma la volontà di affermarsi come uno spazio di riflessione sul contemporaneo, capace di mettere in dialogo discipline differenti e di raccontare come il valore dell’artigianato non risieda soltanto nell’oggetto finale, ma anche nel processo creativo, nella trasmissione dei saperi, nella relazione tra chi realizza un’opera e chi la osserva. È una prospettiva che amplia lo sguardo sulla cultura del fare, trasformando la visita alla Fiera in un’esperienza che invita a comprendere i gesti, le tecniche e le storie racchiuse in ogni manufatto.

«La sessantacinquesima edizione della Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna rappresenta un traguardo importante non solo per Mogoro, ma per tutta l’Isola», afferma il sindaco di Mogoro, Luca Orrù«Da oltre sessant’anni questa manifestazione custodisce e valorizza il patrimonio dell’artigianato artistico sardo, diventando un punto di riferimento per artigiani, visitatori e operatori del settore. È un patrimonio che appartiene alla nostra comunità e che continuiamo a sostenere con convinzione, nella consapevolezza che cultura, tradizione e innovazione possano crescere insieme. Il tema Intrecci interpreta perfettamente questa visione: racconta le relazioni tra persone, competenze e territori che, anno dopo anno, rendono possibile la Fiera. Invito tutti a visitare Mogoro e a vivere un’edizione che celebra la nostra storia guardando con fiducia al futuro.»

«La Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna raggiunge quest’anno la sessantacinquesima edizione e porta con sé un patrimonio fatto di storia, coraggio, dedizione e sacrificio», sottolinea l’assessore comunale all’Artigianato Francesco Serrenti«Sono felice di poter proseguire il lavoro avviato nei cinque anni precedenti con l’amministrazione guidata dal sindaco Donato Cau e di continuare a seguire una manifestazione che conosco sempre più da vicino.

Ringrazio il sindaco Luca Orrù per la fiducia e tutte le persone che, dentro e fuori il Comune, lavorano ogni anno con passione perché la Fiera continui a crescere. Un ringraziamento particolare va a Violetta Scanu, che ha ideato il progetto curatoriale di questa edizione. Il tema scelto, Intrecci, racconta perfettamente l’identità della Fiera. L’intreccio richiama immediatamente Mogoro, la sua tradizione tessile, i suoi arazzi e i manufatti che fanno parte della nostra storia, ma rappresenta anche molto di più. La Fiera è essa stessa un intreccio di persone, relazioni, competenze, idee, colori, allestimenti e professionalità che, anno dopo anno, si arricchisce di nuovi contributi senza perdere la memoria del proprio passato. È questo il valore più autentico della manifestazione: una comunità che continua a costruire il proprio futuro partendo da una storia condivisa»

 

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