Oggi (mercoledì 2 settembre) Soundtrack riunisce a Cagliari cinque Conservatori italiani.
Al Conservatorio la terza giornata del progetto dedicato al rapporto tra suono e immagini,con la conduction di Daniele Ledda.
Alle 19 Massimiliano Furia porta in scena “Derma”, un concerto per percussioni radicalmente acustico.
Nei giorni successivi “Piano Hero” di Stefan Prins, Maria Gilda Gianolio, Sergio Sorrentino, “Hantavirus” e i progetti di Sounding Algorithms.
Cinque Conservatori italiani riuniti in un’unica esperienza di creazione: il suono costruito e trasformato in tempo reale, poi un brusco cambio di prospettiva per tornare alla materia, al gesto e alla fisicità delle percussioni. Oggi mercoledì 2 settembre, prosegue al Conservatorio di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari la 45ª edizione del Festival Spaziomusica Orbitae 2026, con una giornata che metterà a confronto due territori apparentemente lontani della ricerca musicale contemporanea.
Alle 18 arriverà al suo terzo capitolo “Soundtrack – Suoni in tempo reale per immagini in movimento”, progetto che nelle prime giornate del festival avrà fatto incontrare studenti provenienti dai Conservatori di Cagliari, Sassari, Cesena/Rimini, La Spezia e Perugia. Dopo la presentazione dei singoli lavori sviluppati nelle diverse istituzioni, il percorso confluirà domani in una produzione collettiva affidata alla conduction di Daniele Ledda, in collaborazione con Ticonzero. Saranno coinvolti Elia Aresu, Nicola Vacca, Emanuele Sara, Gianmaria Tombari, Amedeo Fabbrocino, Andrea Pondini, Andrea Antonelli, Raffaello Ciupi, Erica Vincenti, Jacopo Mazzoni, Francesco Coen e Davide Mancinelli: musicisti e giovani autori che porteranno nello stesso spazio esperienze, materiali e pratiche sviluppate nei rispettivi Conservatori.
Dopo le prime due giornate, nelle quali “Soundtrack” avrà presentato separatamente i progetti provenienti dalle cinque istituzioni, il 2 settembre il lavoro cambierà dunque forma. Le differenti esperienze confluiranno in una dimensione condivisa, nella quale la conduction diventerà lo strumento per coordinare in tempo reale le individualità coinvolte e costruire una relazione tra gesto musicale, live electronics e immagini in movimento. È uno dei passaggi che meglio restituisce anche l’attenzione che Spaziomusica dedica alle nuove generazioni di compositori e interpreti. Una linea presente fin dalle prime edizioni del festival e che ancora oggi affianca alla presenza di musicisti e artisti di esperienza nazionale e internazionale occasioni concrete di confronto, produzione e sperimentazione per i più giovani.
Dalla relazione tra immagini, elettronica e creazione collettiva si passerà, un’ora più tardi, alla dimensione fisica e radicalmente acustica del suono. Alle 19 Massimiliano Furia sarà protagonista di “Derma”, concerto per percussioni che riporterà l’ascolto alla materia elementare dalla quale il suono prende forma. Pelli, legno e metalli, senza ricorrere all’elettronica, saranno il terreno sul quale Furia costruirà una performance fondata sulla relazione diretta tra corpo, gesto, materia e spazio. In “Derma” non ci saranno infatti processi elettronici a intervenire tra l’azione dell’interprete e ciò che raggiungerà l’ascoltatore. Sarà la stessa natura acustica degli strumenti, insieme alle caratteristiche dello spazio, a produrre frequenze e risonanze e a determinarne la propagazione. Un ritorno alla sorgente fisica del suono che, inserito proprio dopo le tre giornate di “Soundtrack”, acquista un significato particolare all’interno di “Orbitae”. Se una parte consistente del festival indaga le possibilità aperte dalle tecnologie digitali, dalla live electronics e dall’interazione tra linguaggi differenti, il progetto di Massimiliano Furia percorre la traiettoria opposta: sottrae la mediazione tecnologica e concentra l’ascolto sul gesto che colpisce, sfiora o mette in vibrazione la materia.
Due direzioni differenti che convivono nello stesso programma e restituiscono il senso della ricerca portata avanti da Spaziomusica: non l’adesione a una singola estetica o tecnologia, ma l’esplorazione delle possibilità del suono contemporaneo, dalle sue manifestazioni più fisiche e acustiche fino alle trasformazioni prodotte dall’elettronica e dai nuovi dispositivi.
· Giovedì 3 settembre tra “Piano Hero” e “Flux”
Il percorso proseguirà già giovedì 3 settembre, ancora al Conservatorio di Cagliari, con altri due appuntamenti.
Alle 18 sarà presentato “Piano Hero” di Stefan Prins, concerto per pianoforte, midi-keyboard, live cameras e live electronics, con Daniele Fasani al pianoforte e Massimo Marchi alla live electronics e alla regia del suono, in collaborazione con Agon.
Il progetto porterà dentro il festival una relazione particolarmente stretta tra interprete reale, rappresentazione audiovisiva e dimensione virtuale. Pianoforte, tastiera midi, telecamere dal vivo ed elaborazione elettronica concorreranno alla costruzione di uno spazio nel quale la presenza fisica dell’esecutore entrerà continuamente in relazione con la propria riproduzione e trasformazione tecnologica.
Alle 19 sarà invece protagonista l’arpa di Maria Gilda Gianolio con “Flux”, concerto per arpa ed elettronica realizzato in collaborazione con Icarus Ensemble.
Il programma comprenderà musiche di Jacob TV, Salvatore Iaia, Maurizio Azzan e Agnese Menguzzato e presenterà anche due prime esecuzioni assolute, “Papilla” di Salvatore Iaia e “Final Scene” di Agnese Menguzzato. Accanto ai due nuovi lavori saranno eseguiti “Perfect Person” e “Cities Change the Songs of Birds” di Jacob TV e “Dove tutto è stato preso II” di Maurizio Azzan.
· I prossimi appuntamenti
Il programma proseguirà venerdì 4 settembre con Sergio Sorrentino, che alle 18 presenterà “Glass Guitar”, performance multimediale per chitarra elettrica e live looping dedicata alla musica di Philip Glass, mentre alle 19 Emiliano Amadori, Graziano Galletti, Roberto Musanti e Roberto Zanata saranno protagonisti di “Hantavirus”, performance audiovisiva per contrabbasso, batteria ed elettronica. Sabato 5 settembre la prima settimana al Conservatorio si chiuderà con “Sounding Algorithms – Day 1”: alle 18 saranno presentati “AY-3-8910” di Stefano Guzzetti e “ADSR–ICF/DSM: un nuovo sistema di composizione intermediale” di Riccardo Di Fiandra; alle 19 Raffaele e Nicola Bertolini proporranno “Elettronica per clarinetti”, con cinque prime esecuzioni assolute e Damiano Meacci alla live electronics. La 45ª edizione del Festival Spaziomusica, organizzato dall’associazione nata nel 1982 da un’idea di Franco Oppo, proseguirà a Cagliari tra il Conservatorio, il MAP – Make Arts Possible e lo IED, sviluppando attraverso concerti, performance audiovisive, installazioni e progetti di ricerca le traiettorie di “Orbitae”, tema scelto per mettere in relazione musica acustica ed elettronica, immagini, corpo e innovazione digitale. Dopo la prima settimana al Conservatorio, gli appuntamenti riprenderanno l’11 settembre al MAP con “Cammei contemporanei” di Luca Micheletto e “Places 1.1”, performance audiovisiva site-specific degli artisti polacchi Małgorzata Dancewicz e Krzysztof Pawlik – Inire, realizzata in collaborazione con il Goethe-Institut.
Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 proseguirà quindi fino al 29 settembre con un calendario che coinvolgerà, tra gli altri, Raffaele Matta, Federica Deiana, Raimondo Gaviano, Teresa Virginia Salis, Enrico Sesselego, Fabrizio Casti, Elio Martusciello, Sandro Mungianu, Margarita Borzilova, Giulia Pizzo, Gabriele Marangoni, Eleonora Steri e l’Ensemble Scisma diretto da Marco Caredda.
Gli appuntamenti del programma principale del Festival Spaziomusica hanno un costo di 2 euro per singolo concerto. I biglietti sono disponibili nei luoghi degli spettacoli e progressivamente online sulla piattaforma Evients e attraverso il profilo dell’Associazione Spaziomusica.
Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 è finanziato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cagliari.
IL FESTIVAL – L’Associazione Spaziomusica nasce nel 1982 per volontà del compositore Franco Oppo, figura di riferimento della musica contemporanea internazionale, e da oltre quarant’anni rappresenta un presidio culturale riconosciuto nel panorama regionale e nazionale. La sua storia è testimoniata da numeri eloquenti: più di cinquecento concerti, duecento complessi ospitati, circa trecento tra direttori e solisti di livello internazionale e oltre millecinquecento composizioni firmate da più di seicento autori del Novecento e contemporanei. Tra queste figurano oltre trecento prime esecuzioni assolute e più di duecento prime italiane, a conferma della vocazione del festival come luogo di scoperta, produzione e sperimentazione. Giunto nel 2026 alla quarantacinquesima edizione, Spaziomusica ha sviluppato nel corso della sua storia una presenza che, da Cagliari, ha raggiunto numerosi centri dell’isola, portando in Sardegna protagonisti della scena musicale nazionale e internazionale e consolidando la propria identità come laboratorio di ricerca sonora e di dialogo tra le arti. L’attività del festival continua a muoversi tra musica scritta e improvvisazione, ricerca acustica ed elettronica, aprendosi alle trasformazioni del paesaggio sonoro contemporaneo e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Un percorso che si concretizza attraverso produzioni originali, laboratori, attività didattiche, convegni e seminari, mantenendo allo stesso tempo un’attenzione particolare per le peculiarità della Sardegna, dalla lingua al paesaggio naturale fino ai suoni della tradizione, esplorati e rielaborati attraverso progetti specifici. La ricerca più recente punta alla produzione di lavori inediti capaci di attraversare l’avanguardia musicale nelle sue molteplici declinazioni, dalle esperienze multimediali ed elettroacustiche alle contaminazioni con altri linguaggi espressivi, mettendo in relazione suono, corpo, movimento, gestualità, immagini e tecnologie digitali. Una vocazione che trova una nuova sintesi nella 45ª edizione, “Orbitae”, dove l’immagine delle orbite richiama proprio il movimento di generi, tecnologie, pratiche artistiche e persone attorno a differenti nuclei di innovazione: traiettorie che si incontrano, si influenzano reciprocamente e generano nuove possibilità per la creazione musicale contemporanea.
press – E-mail: s.cavagnino@gmail.com
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