Insegnare il canto col cuore

Insegnare canto non è come insegnare uno strumento qualunque. La serenità psicologica ha un ruolo fondamentale nell’apprendimento. Il canto è uno strumento che si può migliorare attraverso una tecnica di trasmissione fatta esclusivamente di sensazioni. L’organo vocale infatti, non si può toccare come si farebbe con un pianoforte o un violino.Da insegnante trasmetto delle sensazioni all’allievo e lui deve cercare di farle sue. Per poter fare ciò deve essere libero da ogni preoccupazione che possa distrarlo. Deve insomma fare il vuoto dentro sé.

Mi capita qualche volta di accorgermi fin dall’inizio della lezione, che l’ allievo non riesca a fare questo vuoto; trovo un ostacolo nel tentare di comunicare, nonostante l’incoraggiamento . Allora cerco di scoprire di cosa si tratta: un dissapore con i genitori, col migliore amico, con la scuola ecc.

A quel punto il vuoto lo devo fare io per poter far sì che l’allievo trovi la serenità e la libertà di parlare e liberarsi dell’eventuale blocco che lo condiziona. Spesso queste “tattiche” prendono anche il tempo di una lezione. Ma non ha importanza perché alla fine l’allievo esce contento anche con solo 5 minuti di lezione. Ciò mi rende felice e soprattutto mi dà la certezza che la volta successiva otterrò il doppio dei risultati. Esperimento sempre riuscito.

A proposito dell’incoraggiamento, questo è fondamentale per il buon apprendimento dell’allievo. Invece sento di insegnanti che, non vedendo risultati immediati, umiliano, togliendo ogni speranza di miglioramento.

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