Daniele Pasini e il suo “Metodo MusicArte” per la scuola primaria

 Il giorno della Domenica delle Palme ci ha lasciato il musicista Enrico Pasini, compositore ed organista, insegnante al Conservatorio di musica di Cagliari, tra i più quotati in Sardegna. Con lui avevo avuto una collaborazione molto originale. Mi chiese se volevo interpretare una sua elaborazione ispirata ad una Cantata di Bach ma in chiave Jazz, cosa strana per un organista classico. Eppure, mi confessava che è sempre stata una vecchia passione che poi ha trasmesso anche ai suoi figli.

Grazie a Facebook, in questi giorni ho ritrovato uno dei suoi due figli, il flautista Daniele, che conobbi ancora bambino in quella circostanza. L’altro figlio è violista solista e direttore d’orchestra, attualmente in Qatar.

Daniele ha cominciato a suonare il flauto traverso all’età di 10 anni e quattro anni dopo ha cominciato a suonare, con il padre, in Italia e all’estero. Da allora si è cimentato in una marea di generi musicali, oltre la musica classica: rock progressive, jazz, pop, reggae&ska, free improvisation, live electronics, collaborando con eccellenti musicisti italiani ed europei (tra questi, gli organisti Juan Paradell Solè, Daniel Pandolfo, i pianisti Raimondo Dore, Peter Waters, Paolo Carrus, Mauro Mulas, etc…). Ha vinto il primo premio al concorso di composizione “Rosolino Toscano” con la composizione dal titolo “Rock Vivaldi” e ha inciso tre CD (due da solista, “AlephZero” e “Patatuey” e uno con Giancarlo Pavan, dal titolo “Music in Pentecost day”).



I suoi interessi, poi, si sono spostati alla didattica. Laureato in Scienze delle Formazione primaria con una tesi sull’Infinito Matematico di Georg Cantor, ha insegnato sostegno e realizzato diversi progetti musicali per la scuola primaria. Attualmente insegna Musica e Arte nella scuola primaria presso l’Istituto Comprensivo 5 di Quartu Sant’Elena. Negli ultimi 5 anni ha creato il “Metodo MusicArte”, un Metodo per tutti, bambini e adulti, che indaga aspetti della musica in maniera completamente diversa rispetto ai metodi tradizionali. Il collegamento alle altre discipline, soprattutto matematica e disegno, lo rende un Metodo estremamente semplice ed intuitivo, alla portata di tutti, come sottolineato nell’ultima recensione sul numero di marzo 2022 della prestigiosa rivista musicale “SuonareNews”. Alla base di questo Metodo, naturalmente, ci sono le sue origini. Oltre al padre infatti, anche la madre di Daniele era pianista, eccellente insegnante di scuola media e, suo fratello Giovanni, è attualmente violista solista e direttore d’orchestra in Quatar. Daniele ha, quindi, ha respirato musica ancor prima di nascere.

Ho chiesto a Daniele quando e come sia nata l’ispirazione che lo ha portato a creare un metodo così originale come il “Metodo MusicArte”

C’è stato un momento molto particolare della mia vita. Una volta tornato dall’esperienza scolastica di 5 anni in Toscana, mi sono iscritto a corsi di disegno presso la “Scuola d’Arte Artemisia”, ho cominciato a frequentare corsi di apnea e, nel frattempo, a mia madre è stato diagnosticato l’Alzheimer. Tutto questo susseguirsi di nuove attività e preoccupazioni per la condizione di salute di mia madre, hanno creato un vortice creativo di idee didattiche che ho sperimentato giorno dopo giorno a scuola e che, alcuni anni dopo, ho tradotto in 4 libri, ora ripubblicati con Edizioni “WE”. Attualmente sto continuando a perfezionarmi, nel disegno, con l’artista Enrico Deiana.

Cose apparentemente lontane dal tuo metodo di insegnamento ma, ad esempio, il disegno è stato elemento determinante per il tuo Metodo.

Per completezza direi matematica e disegno. È stato mio padre, con i suoi preziosi insegnamenti sul contrappunto, a mostrarmi tanti piccoli ma importanti segreti che sono stati risvegliati grazie alla pratica del disegno, novità assoluta in casa Pasini. Lo spartito, infatti, è un disegno con regole matematiche. Chi frequenta o ha frequentato i miei corsi di formazione rimane profondamente affascinato dalla reale interdisciplinarità della musica. Mio padre non sapeva disegnare, ma questo modo di vedere la musica mi è stato trasmesso da lui. Vedere lo spartito come un disegno apre le porte anche a piccoli segreti della composizione musicale e lo rende estremamente intuitivo per i piccoli e gli adulti.

Quindi la musica non è vero che si impara prima di tutto col canto

Il canto è fondamentale, ma molto più importante è far capire alle persone che si può essere autonomi sulla lettura delle note e sull’orientamento sulla tastiera. Se un bambino o un adulto riesce a cogliere la relazione esistente tra spartito e tastiera, riesce a suonare da solo un semplice spartito. Tutto questo potenzia l’indipendenza, l’orecchio e non soffoca per nulla il desiderio di cantare. Anzi. Nell’insegnamento della musica dobbiamo ricordarci che molti bambini non amano cantare. Un insegnamento imperniato quasi solamente sul canto, in qualche modo, li tiene fuori dal gioco. Io invece penso che a tutti vada garantito il diritto fondamentale di comprendere i segreti di uno spartito. Tutto il resto è una logica conseguenza. Infatti non è vero il detto secondo il quale “te la canti e te la suoni”, ma è vero esattamente il contrario.

A tal proposito tu hai sfatato varie convinzioni. Me ne elenchi qualcuna?

Ecco le principali, secondo me:

 

  • Per insegnare la musica sono necessarie schede. FALSO! Il Mikrokosmos di Béla Bartók, ad esempio, è lo spartito perfetto per l’istruzione musicale nella scuola primaria. Una miniera ampiamente sottovalutata.

 

  • Per suonare sulla tastiera è necessaria una tecnica pianistica. FALSO! È sufficiente prendere ispirazione dalla sillabazione, ovvero dal modo in cui tutti abbiamo cominciato a leggere;

 

  • Per suonare sono necessari tutorial e basi musicali. FALSO! Le regole grammaticali del linguaggio musicale di base sono di una semplicità disarmante e si basano su regole grafiche.
  • Quali sono i principali argomenti che si dovrebbero insegnare nella scuola primaria?

I tre pilastri del mio Metodo sono i seguenti:

 

  1. Lettura delle note con strumento compensativo;
  2. Conoscenza della tastiera (dai primi due ne deriva la comprensione della relazione esistente tra spartito e tastiera);
  3. Semplici esercizi con il metronomo (strumento di misura escluso dall’istruzione).

A questi tre principali argomenti si aggiungono una miriade di sottoargomenti che possono essere potenziati con la pratica tutti gli esercizi descritti nei miei libri, per aiutare a sviluppare una visione più ampia della musica.

 Uno dei problemi dell’insegnamento della musica è che è stata insegnata sempre e solo come musica, raramente collegata alle altre discipline. Quando questo avviene, tuttavia, è come se si toccasse solo una superficie senza andare nel merito delle questioni che aiutano bambini e adulti a comprendere la reale profondità del linguaggio musicale. 

Musica, disegno e matematica fanno parte di un triathlon indissociabile e la musica non può più essere insegnata senza tener conto di questo triathlon didattico.

Abbiamo proposto ai lettori di Musicamore qualche elemento che possa incuriosirli riguardo il tuo metodo.

Dove si possono indirizzare gli insegnanti (ma non solo) che vogliono conoscerlo? Ci sono anche dei corsi per poterlo imparare?

Dove possono trovare le tue pubblicazioni?

I quattro libri del Metodo MusicArte si trovano su Amazon, sono ordinabili in tutte le migliori librerie e li trovate anche qui:

 https://www.clickpertutti.com/libri-da-leggere/didattica/

Per info sui corsi online (base, intermedio e avanzato): metodomusicarte@gmail.com

Potete seguire il Metodo MusicArte sui social:

 

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