di Giampaolo Piga
Non potevo che sentirmi lusingato e baciato dalla buona stella perche’ quell’inaspettato e desiderato invito giunse in un momento in cui il mio ego giaceva proprio al minimo. Ma chiunque si sarebbe sentito lusingato e fortunato di ricevere un invito così promettente da una ragazza che sembrava uscita da una patinata rivista di moda:<< ci vediamo a casa mia alle...>>. Ma giunto a destinazione non ci misi molto a capire che l’invito e le attenzioni non erano rivolte a Giampaolo persona bensi’ al Giampaolo tenore e il progetto di quella ragazza era di piazzarmi a bordo piscina per allietare con la mia voce i suoi avvinazzati commensali in costume da bagno.
Questo poco edificante episodio mi è venuto alla mente ripensando alla sciagurata vita di un cantante che nella mia gioventu’ ha avuto un ruolo di notevole influenza e per quanto ne so, un tempo non c’era cantante che non si ispirasse alla voce e alla personalita’ di questo sfortunato tenore. Mario Lanza infatti ha alimentato la fantasia di una miriade di cantanti, e tenori del calibro di Carreras Domingo e Pavarotti, gli resero omaggio in tutto il mondo riproponendo i suoi successi. In piu’ occasioni io stesso raccontai di quella volta che in collegio a Siena, nella Cattedrale gremita come non mai, in modo incauto e senza pudore, intonai l’Ave Maria ispirandomi proprio alla voce di Mario Lanza. E fu proprio a Siena che da ragazzo venni a conoscenza di fatti e momenti della sua vita che sarebbe bene si conoscessero per capire che una cosa sono le luci abbaglianti e seducenti del successo e un’altra sono i dietro le quinte di una vita stritolata e distrutta da quelle stesse abbaglianti luci.
Certo che per molti diventa difficile concepire che quell’uomo cosi’ acclamato e imitato in tutto il mondo, nella sua vita privata potesse desiderare una sola cosa che è la piu’ semplice e lecita per qualsiasi essere umano, ma Hollywood, il cinema e lo star system che gli aveva dato tutto, lo aveva privato della sua vita di normale uomo marito e padre, e come per Faust di Goethe, tornare indietro divento’ impossibile e proibito. Una carriera e un successo cosi’ grande il suo, che mi ricorda quello di un’altra grande e sfortunata cantante, Amy Winehouse, che incurante di curiosi e paparazzi cerco’ in tutti i modi, senza pero’ riuscirci, di vivere la sua vita nella piu’ semplice normalita’. Arrivederci Roma Figlio di emigrati italiani, al cognome del padre, Cocozza, scelse quello della madre, Lanza e con l’Italia ebbe sempre un legame unico e privileggiato tanto che quello con Renato Rascel girato appunto in Italia, rimase il suo film piu’ bello e quando cantava “Arrivederci Roma”, io ragazzino piangevo come un bambino perche’ Mario Lanza la promessa di rivedere Roma la mantenne perche’ nella Citta’ Eterna mori’ a soli 38 anni.
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Condivido con i miei lettori di Musicamore, una serie di racconti di vita teatrale e personale vissuti dal collega tenore Giampaolo Piga. Molti di questi ricordi appartengono anche a me in quanto per qualche decennio abbiamo condiviso sia gli studi al Conservatorio di musica che la professione di artisti del coro al Teatro Lirico di Cagliari ,lavorando a  stretto contatto con i più grandi nomi della lirica , del teatro e della danza. Troverete gli altri racconti negli articoli correlati a questo post

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