E’ un po’ strano vedere un personaggio come Michele Mirabella in un contesto che non sia quello televisivo.

Quando è arrivato in sala per presentarci la sua regia , a qualche collega è nato spontaneo chiedere dove fosse Gargiulo.

Ha voluto dedicarci una buona mezzora per spiegarci quali fossero le sue idee in merito alla messa in scena dell’Elisir d’amore di Donizetti, produzione del nostro   Teatro Lirico di Cagliari.

Mi sembra impossibile che ancora esistano registi tradizionalisti. E’ una gran cosa,  poter rivedere scene e costumi colorati e luminosi proprio come è stato scritto e tramandato da Donizetti .

"Le regie contemporanee non mi appartengono"!- Ha detto Mirabella. 

– "Vedere Dulcamara che arriva a cavallo della sua moto pronto a spacciare cocaina in piazza (riferito ad altre regie) trovo che sia poco rispettoso nei confronti del compositore."

Ieri quindi, si è svolta la prima prova di regia in palcoscenico e lui, col suo garbo tradizionale, ha condito le ore di prova con citazioni filosofiche e letterarie sempre di grande interesse. Lavorare con un personaggio che traspira cultura è veramente gradevole e le ore lavorative diventano un passatempo bellissimo. 

Mi ha colpito la prima fase della messa in scena, quando Mirabella  ci ha chiesto di prendere confidenza con le scene  di Giovanni Licheri (anche quest’ultimo proviene dagli studi televisivi della RAI), che ha rispettando in pieno la volontà di Donizetti e del suo librettista; facendoci entrare nella magica atmosfera campagnola dell’epoca.

A completare il tutto saranno i coloratissimi costumi di Alida Cappellini,  perfetti nei particolari, ancora in corso di perfezionamento nella sartoria del Teatro Lirico.

 

 

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  1. A me è parso strano vedere Mirabella in albergo. Otto, sono tonta forte. Lo guardavo pensando dove l’avevo visto, ma nello stesso tempo a Cagliari chi potevo conoscere? Lui mi ha sorriso, io ho ricambiato. Meno male che non sono andata a chiedergli chi era. Poi mi è venuto in mente il racconto della sera prima. Mizzica s’è bevuto tutto l’elisir! E’ meglio che in tv.

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