Qualche volte mi è capitato di vedere dei film degli anni cinquanta dove si nominava la Sardegna come fosse un continente lontanissimo. Generalmente chi arrivava in Sardegna era un militare, quasi sempre un carabiniere destinato nella zona della barbagia, oppure qualche malvivente pericoloso, diretto in un carcere del nuorese, oppure ancora qualcuno trasferito per punizione  o che avesse spirito d’iniziativa per poter far sviluppare qualche nuovo progetto in quest’isola ancora “sottosviluppata“.
Una collega, ora in pensione, mi raccontava del suo primo viaggio in Sardegna,( ma questo avveniva già alla metà degli anni sessanta), e di come i suoi parenti e amici fossero preoccupati all’idea di questo viaggio “oltreocenano”, in questa terra di pastori vestiti di pelli, con l’anello al naso e circondati da pecore e buoi.
Oggi ho avuto lo stesso pensiero nel momento in cui mia figlia ha deciso di recarsi da una cugina in Australia e cioè quello che avevano i continentali appunto della nostra Sardegna.
Un popolo che vive in mezzo ai canguri, Koala,  capre e bufali, in mezzo a grandi distese di deserto.

E il viaggio? Ne vogliamo parlare? Più di 20 ore con vari scali.
Dal momento in cui ha preso il primo aereo la mia tranquillità è praticamente finita (se mai ce n’è sia stata una).

 E’ vero che con la tecnologia si può seguire ogni suo passo, e questo, in qualche modo potrebbe tranquillizzarmi, ma con tutto quello che si sente!
Tanti aerei , sbarchi e risalite, a 21 anni e un grande spirito di avventura per lei, e una grande angoscia per me: provare per credere!

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2 Responses

  1. mah io ho molti parenti in australia (da parte di madre quindi.. esuli dalmati scappati di notte per non finire in foiba e figli e nipoti di questi) e sono molto ma molto più avanzati di noi… ogni tanto ci vengono a trovare e quello che ci raccontano che per loro è quotidianità da noi arriva dopo circa 7, 10 anni…quindi non ti preoccupare proprio

  2. Sydney:morta la pecora piu’ vecchia (ANSA) – SYDNEY, 25 NOV – La pecora piu’ vecchia del mondo e’ morta in Australia a 23 anni, il doppio di quanto vivono i suoi simili, a causa del caldo record.Lucky’ era una celebrita’ nel paesino di Lake Bolac, 300 abitanti, a ovest di Melbourne, dove l’ente turismo vende cartoline, segnalibri e campioni della sua lana, oltre a copie del certificato del Guinness. Lucky, che era rimasta senza denti e soffriva di artrite, e’ stata sepolta sotto il suo albero preferito, un nocepesco.

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