Tributo a Fabrizio De Andrè

Bocca di Rosa, La canzone di Marinella, La guerra di Piero, Via del Campo, Il testamento, La canzone dell’amore perduto , sono solo alcune delle canzoni più conosciute di Fabrizio De Andrè il cantautore-poeta genovese, forse più amato in assoluto, che ci ha lasciato troppo presto.

Quando ho cominciato a strimpellare la chitarra questi erano erano i brani che cantavo accompagnandomi  durante le gite scolastiche o le serate con gli amci.

Fabrizio de Andrè è sempre vivo nella memoria di tutti noi adolescenti degli anni ’70 ma anche delle nuove generazioni che hanno avuto modo di apprezzarlo attraverso le esecuzioni  di tanti altri grandi artisti contemporanei,

Martedì 26, alle 20:30, nel cortile di Casa Saddi , il Quartetto “Faber Nostro” terrà un “Tributo a Fabrizio De Andrè”. La voce di Vincenzo Greco non vi farà rimpiagere quella del grande Faber
Il Quartetto “Faber Nostro” (Gianni Cardia, Vincenzo Greco, Giancarlo Orrù, Giuseppe Orrù), accompagnato dalla voce narrante di Ignazio Salvatore Basile, propone un nuovo spettacolo dal titolo “Tributo a Fabrizio De Andrè” (dedicato al poeta Fabrizio De Andrè e alle sue fonti di ispirazione).
Tributo a Fabrizio De Andrè è un omaggio alle canzoni e alla poetica del cantautore genovese, ormai riconosciuto da tutti come uno dei più grandi poeti italiani della seconda metà del novecento.
Nell’arco di un’ora e un quarto lo spettacolo presenta una panoramica di alcune delle più famose canzoni scritte dall’artista genovese. Si parte ovviamente dalle sue origini: “Bocca di Rosa”, “Via Del Campo”, “La Canzone di Marinella”, per concludere con la celeberrima “Don Raffaè”, passando per “Amico Fragile”, “Hotel Supramonte” e “Creuza de Ma’” e altri brani che costituiscono necessariamente soltanto una parte, seppure emblematica e significativa, della sua produzione discografica.
Tra un brano e l’altro lo spettacolo cerca di far luce, senza infingimenti e ipocrisia, com’era nello stile di Fabrizio, sul significato che il cantautore attribuiva alla sua poetica e alla sua vita, in un secolo complesso, come il novecento, lacerato da tensioni sociali e da contraddizioni più che mai vive e presenti.
Fabrizio De Andrè aveva scelto la Sardegna come sua patria ideale, come sua terra di adozione.
Questo concerto è anche un ringraziamento dei Sardi a uno dei suoi più amati fratelli di adozione (viene qui spontaneo un paragone con altri Sardi di adozione, che hanno scelto la Sardegna con un approccio e con dei sentimenti ben diversi, che fanno risaltare ancora di più la grandezza di questo poeta timido e schivo, rispettoso e sensibile, generoso e profondo, semplicemente geniale ).
Se amate il grande poeta genovese (ma anche Sardo, Mediterraneo e Universale) non mancate all’appuntamento.
Prenotazioni esclusivamente via whatsapp al 3895678271, indicando nome, cognome e numero dei biglietti.

 

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