I quadri che si trasformano mentre si guardano

L’autore è Francesco Filippelli, definito pittore-chimico”  che, in Frammenti di Temporama Alchemico”, presenta  le sue intriganti e misteriose opere d’arte in una mostra inaugurata qualche giorno fa a Napoli.

L’esposizione dei quadri di Filippelli è curata da Irene Prokulevych, rappresenta, come afferma lo stesso artista “un passo che, in pittura, non era mai stato compiuto prima d’ora: abbattere il muro dell’atemporalità”.

«”Frammenti di Temporama Alchemico” – ha scritto il critico Carmela Di Maro– presenta un processo rivoluzionario nell’ambito dell’odierna produzione artistica. Rivoluzionario è il compimento della liberazione dal tempo e dalla sua latenza immaginale, considerando che, nel suo repertorio, ciò avviene per mezzo di una pratica sinora impensata nella storia della pittura su tela, piuttosto che attraverso la trasposizione da un dispositivo tecnico-digitale. L’artista, fine conoscitore della materia, riformula lo spettro canonico dell’arte figurativa e, con essa, la sua dimensione, attraverso il genere artistico, in cui il tempo è, per consuetudine, un continuum percettivo, una metafora della fissità della memoria e della permanenza dell’umanità: il ritratto.

Vi invito a guardare il video sottostante per capire meglio questa tecnica, spiegata dall’autore.

Francesco Filippelli è un Pittore e Chimico nato a Napoli nel 1993, di origini calabresi. Fin da piccolo dimostra una preferenza espressiva confluita verso le arti visive, che troverà pieno sbocco quando a 14 anni studierà a bottega dalla pittrice Francesca Strino. A 18 anni si accorge dell’evanescenza illusoria della realtà percepita, e spinto dalla volontà di liberarsi da questa angoscia nichilista intraprende gli studi sull’universo materiale, iscrivendosi alla facoltà di Chimica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dal 2010 partecipa a diverse esposizioni collettive in tutta Italia. Nel 2018 realizza la sua prima esposizione personale presso Palazzo Venezia, a Napoli. Nel 2020 espone al PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) con una personale dal titolo ‘I 7 Mari’. I suoi lavori compaiono in diverse riviste d’arte contemporanea e in alcuni cataloghi d’arte a cura del Prof. Vittorio Sgarbi. Sempre nel 2020, in visita nella Cappella Sansevero, osservando il ritratto del Principe Raimondo di Sangro coglie il segreto alchemico per la trasformazione dei dipinti, a cui lavorerà per i tre anni successivi così da perfezionare la tecnica del ‘Temporama Alchemico’ e realizzare i primi sei ritratti in trasformazione. Attualmente Francesco affianca la professione di pittore a quella di docente di Matematica e Scienze. Oltre l’ossessione per la pittura, è appassionato di fisica quantistica, arte marinaresca e tabacco.

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