di Gianpaolo Piga
A scuola i miei professori non consideravano di buon grado che si componessero i temi in prima persona e alcuni anche nelle interrogazioni lo ritenevano un modo scorretto di esprimersi e ce lo rimproveravano.
Io pero’ in questo mio lungo viaggio a ritroso di me devo parlare e per quanto mi sforzi di evitarlo, il mio “io” me lo ritrovo sempre tra i piedi e di cio’ chiedo venia e pazienza.
Oggi che il cielo sembra un rubinetto rotto,anziche’ essere di malumore, mi sorprendo a canticchiare “Scende la pioggia”, ma non per la pioggia incessante ma per un passaggio della canzone che mi fa riflettere non poco: “Amo la vita più che mai...”.
Morandi a cui “crolla il mondo addosso” per un amore che sta morendo, dichiara che ama la vita “piu’ che mai” ed è questo il bellissimo messaggio che faccio mio nonostante la primavera ancora si faccia desiderare.
Penso che un po’ a tutti le canzoni corrano ai ripari per lenire pensieri negativi e momenti in cui c’è bisogno di ottimismo e speranza e di volta in volta ci canticchiamo motivetti attinenti al nostro stato umorale per tirarci su.
Certo pensare a Morandi col suo carisma e il suo sorriso è gia’ una bella consolazione, ma se oggi dovessi consigliarmi una canzone per vedere il mondo di un colore piu’ roseo e positivo, il mio pensiero andrebbe a Lucio Dalla con “L’anno che verrà”.
Caro amico ti scrivo
Con queste parole dedicate ( forse) a un frate domenicano, Lucio Dalla inizia quella che considero la colonna sonora della mia infanzia: era il 1978, e affacciato alla finestra del collegio, vivevo protetto ma non senza apprensione quel terribile anno pieno di eventi negativi e funesti che messi insieme lo rendono davvero uno dei piu’ terribili della storia della mia vita.
Entro’ in classe piangendo come un bambino urlando senza freni:<< hanno ucciso Aldo Moro! hanno ucciso Aldo Moro!>>. Il mio Rettore ci comunico’ quella funesta notizia ed io ricordai quando vidi Aldo Moro in testa al corteo funebre di Giorgio la Pira, sindaco di Firenze.
In quel mare di gente capeggiato da politici di tutto il mondo, Moro mi rimase impresso per una idea che di lui mi ero fatto e che al di la’ delle mie idee politiche non ho cambiato: lui era un VERO UOMO DI STATO.
Il 78 è stato anche lo strano anno della morte di due Papi e nonostante ancora si voglia insinuare il sospetto del complotto sulla morte di Albino Luciani, io con rispetto penso e dico come Toto’, che la morte ” a livella ” anche in Vaticano rendendo “umani e uguali” re sudditi Papi e chierichetti.
Dalla pero’, nonostante l’Annus horribilis, nella sua canzone all’amico prometteva cose belle e tempi migliori e poi “festa tutto il giorno”, “da mangiare e luce tutto l’anno” etc.
Conclude dicendo che “l’anno che sta arrivando tra un anno passerà”, e cosi’ è e sara’ per gli anni a venire e per tutte le avversita’ che se oggi sembrano senza soluzione domani passeranno…forse.

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