Dimmi cosa canti e ti diro’ chi sei  di  Giampaolo Piga

Quando mi dicono o scrivono che sono un cantante colto perche’ lavoro al Lirico, un po’ mi viene da sorridere e un’altro po’ mi viene da piangere perche’ tra un pugno di mesi dovro’ dire addio al mio Teatro e quindi colto non lo saro’ piu’.

Succedera’ allora come per Pavarotti Carreras e Domingo che finche’ cantavano alla Scala o al Metropolitan facevano cultura, quando poi scelsero di farlo negli stadi o nelle piazze, si grido’ allo scandalo banalizzando le loro esibizioni.

A proposito di cultura ricordo il gran chiasso che si fece per la Norma di Bellini a Cagliari che segno’ il debutto della Ricciarelli e che rese indimenticabile la “Casta Diva, che inargenti” accolta con religioso silenzio, anche se la Ricciarelli proprio casta non era e a dire il vero, nemmeno tanto intonata. Casta o non casta pero’, la Diva di Bellini segna sempre un evento di grande cultura e accoglie nei Teatri di tutto il mondo eleganti personaggi vestiti e imbellettati di tutto punto, salvo poi farsi riprendere dai vicini di poltrona perche’ dormono russando. Fatti questi tutt’altro che inventati.  Come non è affatto inventata la zappulata (caduta) del Presidente Giovanni Gronchi, che al Teatro alla Scala rimase a terra senza sedia accanto ad un imbarazzato Charles de Gaulle. A raccontarci questo divertente episodio furono due giovani attori comici in uno sketch televisivo che ebbe poca risonanza perche’ entrambi furono cacciati dalla Rai insieme all’allora Direttore: Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Un po’ come avvenne per Dario Fo e Franca Rame che censurati, in Rai non poterono metterci piu’ piede.

Noi sappiamo bene che l’Italia è un paese libero e la censura una piaga di altri Paesi, ma se si toccano certe altisonanti poltrone, allora sono guai. A dire il vero non sono solo i politici a incutere rispetto e timore perchè a volte le infelici uscite di certi personaggi della cultura sono dure da contrastare, come nel caso di quel direttore d’orchestra dalla testa corvina che reputa cialtroni i Maneskin perche’ non fanno cultura.

A quanto pare, dopo una vita passata sul podio mangiando a piu’ non posso, il fatto che mangino anche quei poveri Maneskin gli da parecchia noia e spara a zero su di loro. A questo punto vorrei rivolgermi a te Cecilia, a te che proteggi tutti noi che con la musica manteniamo le nostre famiglie e non fai distinzione tra cultura di elite in frac e cultura di strada stracciona ma dignitosa, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi e ai grandi della terra, insegna l’umilta’ di capire e accettare che la musica se fatta col cuore e per mangiare, è bella anche senza frac.

 

Il tenore Giampaolo Piga ha raccolto tanti suoi racconti di vita vissuta come questo, in un volume edito da LFA Publisher che troverete online e nelle  librerie

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