di Giampaolo Piga

Quando racconto che io in discoteca ci ho messo piede soltanto per cantare, i miei amici mi prendono in giro e tutti altezzosi e moderni mi danno della stantia naftalina, ma poi se aggiungo che al Biggest di Samassi ci ho fatto un concerto prima di Madonna, cambiano tono e tutti incuriositi mi intervistano sull’evento.

A proposito di interviste e di naftalina ammetto, sorprendendomi io stesso, che l’ultima volta che sono stato al cinema è stato esattamente trenta anni fa per vedere “Intervista col vampiro” con Brad Pitt, Tom Cruise. Ci andai con una ragazza che ogni volta che appariva Brad Pitt, urlava CHE BONO, infastidendo me e il pubblico in sala…ed io stupido le avevo anche pagato il biglietto.

Comunque tutte le volte, e dico davvero tutte le volte, che mi proponevo una puntatina al cinema, accadeva qualcosa che mi impediva di farlo e per ultimo ci si e’ messo anche lo zampino del covid. Ma devo anche dire che non me ne faccio un gran cruccio perche’ in fondo anche il mio lavoro è fatto di storie recitate e raccontate come in un film con l’aggiunta della musica e del canto che arricchisce la trama.

Chi sostiene pero’ che gira e rigira le opere sono sempre le stesse, io lo inviterei a ravvedersi un po’ perche’ se dall’L‘Orfeo di Monteverdi in poi, ci si mettesse a contare le Opere Liriche scritte…altro che contare le pecore per dormire. “Il Sole Nero” Ma a quanto pare la vena lirica dei compositori è dura ad arrestarsi perche’ di lavori musicali se ne sfornano ancora e anche di gran pregio.

Mi incuriosisce a tal proposito, un titolo che si discosta dai romantici e incipriati capolavori del passato, ed anzi, con “Il Sole Nero”, Opera di William Grosso, si affronta il tema dell’omosessualita’ per condannarne pregiudizi e discriminazioni. Ma come dice la canzone, anche quando piove e tira vento, “Chist’è o Paese do Sole” e siamo fortunati ad essere Italiani e a proposito di sole, mi piace riportare una notizia che apparsa ora su “Il Sole 24 ORE“, dovrebbe far riflettere quel tale ministro che è convinto che con la cultura non si mangia: OGNI EURO INVESTITO NELLa LIRICA NE RESTITUISCE 2,5.

“Chist’è o Paese do Sole”,nonostante certi imbecilli!!!

 

 

 

2 Responses

  1. Hai ragione Giampaolo, aggiungerei che i lavoratori del settore hanno contribuito notevolmente a riequilibrare i conti del settore, con il loro contratto nazionale fermo da 20 anni. E’ giusto sottolineare, come si dice nell’articolo, che i costi sostenuti dallo Stato e dagli enti locali per il settore sono da considerare non a fondo perduto, ma un investimento che produce reddito per il paese.

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