Ieri sono stata invitata ad assistere ad uno spettacolo teatrale composto da famosi monologhi di grandi autori stranieri e italiani quali Checov, Osborne,  Pinter, Dino Buzzati, Eduardo de Filippo,  Agota Kristoff.

Una sorta di antologia che comprende, se non tutte, buona parte delle grandi firme del teatro internazionale di tutti i tempi.

Devo dire che lo spettacolo mi ha sorpreso piacevolmente soprattutto perchè gli attori sul campo  erano gli allievi di un laboratorio della Compagnia Teatrale Artisti Fuori Posto .  I maestri hanno fatto un ottimo lavoro  se si considera che la preparazione è avvenuta  in poco più di 3 mesi . L’attore Filippo Salaris, (l’altro maestro è Alessandro Pani) ha presentato la serata leggendo le  schede di presentazione preparate dagli stessi allievi  per il proprio monologo . Questo mi ha stimolato (penso un po’ a tutti gli spettatori) ad approfondire l’intera opera da cui il monologo era tratto.

Gli elementi scenici erano davvero essenziali: un tavolo e poche sedie. Questi di volta venivano spostati dagli attori di turno in base alla propria esigenza. Quasi tutti sono stati in scena con una “spalla” , importante elemento per completare o supportare il monologo stesso.

Ho visto in scena persone sicure del proprio testo  e nel complesso dotate anche di una buona dizione. Il teatro è vita e ieri ho percepito grande entusiasmo e piacere nel recitare, nonostante si avesse a che fare con testi dei mostri sacri del teatro internazionale. Ma più la sfida è difficile e più la forza e la voglia di proseguire aumentano. Quindi mi sento di dover incoraggiare ad andare avanti tutti gli artisti  Adriana Gaggero, Piergiorgio Bittichesu,  Benedetta Musu,  Carlo Puggioni,  Gabriele Pili, Roberta Bellomonte,  Graziella Faedda, Lucrezia Deplano,   Paolo Salaris,   Jenia Olivo.

Per  Checov  un artista debole non avrà la forza per proseguire. E pensare che le prime messe in scena del “Gabbiano” furono un insuccesso clamoroso. La gente non era abituata a quel modo di scrivere per il teatro. Le recensioni sui giornali furono durissime, feroci. E’ stupefacente come Cechov abbia resistito all’insuccesso. Certo influirono molto su di lui gli incoraggiamenti di Nemirovic-Dancenko e di Stanislavskij, direttori del Teatro d’Arte di Mosca. Proprio loro riportarono in scena “Il gabbiano” la stagione successiva e allora fu un trionfo.

Questa sera in scena ci saranno gli attori della compagnia.  Un’altra serata da non perdere. Importante prenotarsi al numero  3938256330

 

  1. Chiara Tallarita, La gatta sul tetto che scotta, Tennesee Williams, interpreta Maggie;
  2. Valentino Pili, Lo zoo di vetro, Tennesee Williams, interpreta Jim;
  3. Alessio Arippa, Ricorda con rabbia, Osborne, interpreta Jimmy Porter;
  4. Maria Laura Mossa, Un tram che si chiama desiderio, interpreta Blanche;
  5. Alessandro Gattullo, Zio Vanja, Checov, interpreta Astrov;
  6. Flavia Fonnesu, Romeo e Giulietta, Shakeaspeare, interpreta Giulietta
  7. Michela Scalas, La moglie ebrea, Brecht, interpreta Judith;
  8. Roberto Dessì, Zio Vanja, Cechov, intepreta Zio Vanja;
  9. Marco Giannino, Novecento, Baricco, interpreta Novecento;
  10. Sonia Floris, La signorina Julie, Strindberg, interpreta Miss Julie;
  11. Mauro Casanova, Morte di un commesso viaggiatore, Miller, interpreta Willy Loman

sotto un video-documento della serata

 

 

 

 

 

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